Notizie lievemente rassicuranti provengono dall’Isola del Giglio, dove sono in atto le procedure di recupero e messa in sicurezza del relitto della Costa Concordia. I primi test sulle acque al largo delle coste toscane non hanno rilevato la presenza di idrocarburi disciolti in acqua, sebbene siano però stati scovati altri agenti inquinanti.

Ad affermarlo questa mattina è Franco Gabrielli, il capo della Protezione Civile, che proprio nella giornata di ieri aveva sottolineato come la contaminazione ambientale di fauna e flora marina fosse già iniziata.

«I test ci dicono che i valori degli idrocarburi sono normali per il sito in cui siamo, gli unici due dati che presentano elementi di significatività, ma non preoccupanti per ora, evidenziano tensioattivi (detersivi) e sostanze clorurate (disinfettanti)»

Pericolo scongiurato, almeno per il momento, per le 2.400 tonnellate di carburante che la nave da crociera potrebbe rilasciare nelle splendide acque toscane. Le rilevazioni rassicuranti, tuttavia, non hanno comunque ridimensionato la corsa contro il tempo degli esperti in azione perché, come già annunciato, il relitto di Costa Crociere è tutt’altro che stabile e potrebbe inabissarsi a causa del normale moto delle acque o per una forte mareggiata. Per questo motivo continuano senza sosta tutti gli interventi di recupero, compresa la stesura di panne anti-inquinamento per contenere un’eventuale fuoriuscita di idrocarburi e l’arrivo sul posto di apposite pompe capaci di aspirare fino a 100.000 litri di fluidi al giorno.

E proprio sul pericolo carburanti è stata organizzata una vera e propria task force che vede l’Arpat, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, tra i protagonisti. Su apposite imbarcazioni, infatti, verranno a brevissimo installate delle sonde per il monitoraggio costante dei livelli di idrocarburi in acqua, così da scovare anche le più impercettibili fuoriuscite.

«Il monitoraggio (Arpat-Ispra) è giornaliero, ma gli esperti sono pronti ad elevarne la frequenza. È in fase di installazione una sonda su imbarcazione per il monitoraggio costante sugli idrocarburi».

Come poc’anzi accennato, vi sono anche altri agenti inquinanti a destare preoccupazione. Proprio Gabrielli nella giornata di ieri ha ricordato come la Costa Concordia fosse una vera e propria cittadina galleggiante di 4.000 abitanti, con tutti gli annessi e connessi che ne conseguono. Detersivi, solventi, oli, scarti di origine alimentare, materiali solidi non biodegradabili sono solo alcuni degli elementi nocivi che potrebbero riversarsi in acqua, con dei danni forse inimmaginabili per l’ecosistema della zona.

22 gennaio 2012
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