Ampliare la parte marina del Parco dell’Arcipelago Toscano. Questa l’ipotesi accolta dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi al termine del seminario europeo sulla sicurezza in mare organizzato dall’ente locale toscano e dal Crpm (Conferenza delle regioni marittime europee). Durante i lavori sono state messe a punto cinque proposte per migliorare la navigazione. Nel frattempo alcune novità riguardanti anche il relitto della Costa Concordia, al centro di una nuova presa di posizione dei cittadini dell’Isola del Giglio.

La proposta di ampliamento del Parco dell’Arcipelago Toscano sembra andare nella direzione espressa dalle richieste avanzate già da tempo da Legambiente e riguardanti l’istituzione di un’area protetta vera e propria, con vincoli reali e sottoposta alla gestione diretta. Secondo quanto affermato Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente:

Bisogna ripartire subito dalle proposte avanzate dai comuni dell’Elba, del Giglio e di Capraia per istituire un’area marina protetta che valorizzi l’enorme patrimonio naturale dell’arcipelago, nel cuore del Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos. Occorre però, come ci pare chieda anche il Presidente Rossi, darsi tempi certi e giungere all’istituzione dell’Area marina protetta dell’Arcipelago Toscano già prima della stagione estiva ed arrivarci con il nuovo presidente del Parco già nominato.

Le proposte riguardanti la sicurezza della navigazione si riassumono invece in cinque punti:

  1. Una normativa europea che vincoli i porti alla raccolta dei rifiuti per la depurazione delle acque reflue;
  2. Per navi di media e grande stazza, in particolare se dedicate al trasporto passeggeri, mettere a punto un sistema di controllo delle rotte e di autorizzazione simile a quello in vigore per i trasporti aerei;
  3. Un sistema di controllo delle rotte che utilizzi strumenti radar, satellitari e apparecchiature in remoto situate in particolare all’interno di aree marine protette, così da poter monitorare anche eventuali sversamenti nocivi in mare;
  4. Un sistema di governance che coinvolga le varie competenze locali per gestire rotte e traffico marino sulla base di informazioni tecniche e meteorologiche condivise;
  5. Istituzione di un Fondo europeo in cui far confluire risorse finanziarie per realizzare maggiori standard di sicurezza marittimi.


Nel frattempo arrivano nuove proteste dai gigliesi riguardo il relitto della Costa Concordia. Manifesti sono comparsi sull’Isola del Giglio contro la possibilità che il relitto diventi meta di escursioni turistiche, questo il messaggio rivolto ai visitatori che arriveranno nella ormai prossima stagione estiva:

Al Giglio ammirate le bellezze dell’isola, e non fate foto o escursioni alla nave naufragata, per rispetto alle vittime e ai gigliesi.

Fonti: Legambiente | ANSA

16 aprile 2012
In questa pagina si parla di:
I vostri commenti
Paogil49, martedì 17 aprile 2012 alle11:35 ha scritto: rispondi »

Come mai le Capitanerie permettono alle navi da crociera di avvicinarsi a pochi metri dalla costa mentre fanno la voce grossa con le barchette a nolo spinte da fuoribordo a 4 cv se non viaggiano ad almeno trecento metri?

Lascia un commento