Costa Concordia, Clini: recuperato 85% carburante. Sì al decreto rotte

Costa Concordia verso lo svuotamento totale dei serbatoi di carburante. Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministro Corrado Clini, dallo scafo sarebbero state estratte oltre l’85% delle tonnellate di carburante presenti al momento del disastro. Varato inoltre il decreto che dovrà regolamentare in maniera più stringente e severa le rotte delle navi da crociera durante i passaggi nei pressi delle aree protette.

Il naufragio della nave Costa Concordia non dovrà in alcun modo avere la possibilità di ripetersi. Nel decreto “rotte” presente anche una specifica norma che vieterà i cosiddetti “inchini” nei pressi di aree giudicate di particolare pregio, quella stessa manovra di avvicinamento alla costa che si è rivelata alla base del disastro dello scorso 13 gennaio.

Corrado Clini invita a non minimizzare la portata del decreto e non vederlo soltanto come un provvedimento di divieto riguardante gli “inchini”:

Abbiamo dato i criteri per la sicurezza della navigazione in aree sensibili e vulnerabili dal punto di vista ambientale.

Gli effetti concreti saranno visibili da subito. Regolamento in maniera restrittiva il transito nel “Santuario dei Cetacei“, l’area di mare compresa tra Liguria, Sardegna e Francia, dove nei mesi scorsi una porta container “perse” 200 bidoni di rifiuti tossici. Novità anche per i veneziani, con il divieto di ingresso delle navi superiori alle 40.000 tonnellate di stazza al Canale della Giudecca e al bacino di san Marco. Quest’ultimo provvedimento diventerà però effettivo solo quando il Comune di Venezia avrà predisposto percorsi alternativi.

Tira un sospiro di sollievo lo stesso ministro dell’Ambiente quando torna a parlare del problema dei carburanti a bordo, sottolineando come sia a tutti gli effetti in fase di risoluzione:

Una parte degli incubi che avevamo – ha spiegato Clini – si stanno dissolvendo, il problema molto critico del carburante e’ in fase di soluzione, abbiamo le misure per intervenire per evitare l’inquinamento che potrebbe essere provocato dai fluidi che sono all’interno della nave.


Riguardo ai fluidi presenti sulla nave Clini afferma come siano già in atto piani di contenimento del rischio di fuoriuscita:

Il programma per evitare che i fluidi presenti sulla nave possano contaminare il mare – ha spiegato il ministro – è stato messo a punto ed è in corso di realizzazione, noi stiamo vigilando perche’ tutto quello che si fa, sia in condizione di non determinare danni all’ambiente e al patrimonio naturale assolutamente speciale di questo sito e anche perché sappiamo che la gestione sicura di queste operazioni avrà un effetto importante per l’Italia, non solo per l’isola del Giglio: è la risposta di un Paese ben organizzato, sviluppato, consapevole che di fronte a una tragedia di questo tipo è stato in grado di reagire positivamente. Questa è l’Italia su cui stiamo scomettendo.

Fonti ASCA | Reuters

2 marzo 2012
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