Il Consiglio dei Ministri di oggi dichiarerà lo stato d’emergenza per il naufragio della Costa Concordia nei pressi dell’Isola del Giglio. Il maltempo ormai minaccia pericolosamente l’assetto già precario dell’imbarcazione, il tempo per mettere in sicurezza lo scafo è purtroppo agli sgoccioli. Già scattato lo stato d’emergenza locale, disposto dalla Capitaneria di Porto.

A riferirlo il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che sottolinea come il provvedimento locale abbia consentito di provvedere alle operazioni di prevenzione dei possibili danni alla costa del Giglio. Riguardo lo scafo della Costa Concordia, Clini esprime una profonda preoccupazione per il peggioramento delle condizioni atmosferiche:

La nave – ha detto Clini – è in equilibrio precario ed è molto condizionato dalla modificazione delle condizioni climatiche. Alla compagnia e alla Capitaneria – ha continuato il ministro dell’Ambiente – abbiamo chiesto di predisporre tutte le iniziative possibili. E nel caso sciagurato la nave dovesse muoversi e scivolare quello che ci possiamo augurare è che non si spezzi e non si aprano i serbatoi.

Nel decreto attuativo, che ricordiamo avrà immediata validità, non soltanto la dichiarazione dello stato d’emergenza per l’incidente alla Costa Concordia, ma anche criteri e nuove direttive per la regolamentazione del transito di grandi navi nei pressi delle aree marine a rischio. Allo studio del Governo Monti anche la possibilità di estendere alle navi da crociera l’obbligo del doppio scafo come già in vigore dal 2001 per le petroliere:

In considerazione della rilevante quantità di oli e combustibili stivati nei serbatoi delle navi da crociera.

Le misure precauzionali riguarderanno la costruzione di:

Tutte le navi il cui tonnellaggio richieda uno stoccaggio di combustibile a bordo oltre un certo limite.

Nuovi aiuti per il contenimento dell’emergenza ambientale arrivano nel frattempo dalla Marina Militare: il pattugliatore d’altura Orione è salpato dalle coste siciliane per raggiungere l’Isola del Giglio. Si tratta di una speciale nave attrezzata appositamente per operazioni anti inquinamento in occasione di incidenti marini. A bordo ben 250 metri di barriere pneumatiche in grado di circoscrivere l’eventuale fuga di carburante e consentirne la rimozione meccanica.


Come sottolineato in una comunicazione diffusa sul proprio sito Internet dalla Marina, Orione potrà intervenire immediatamente nel momento in cui dovesse verificarsi una fuoriuscita di oli pesanti. Grazie al supporto aereo degli elicotteri, il pattugliatore è in grado di agire tempestivamente minimizzando i danni ambientali:

Questa capacità -viene rilevato- è possibile grazie alle apparecchiature di bordo e alla sperimentata cooperazione con le strutture organizzative del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Dipartimento della Protezione Civile competenti.

Fonti: Il Messaggero | Il Sole24ore | Adnkronos

20 gennaio 2012
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