I cosmetici testati sugli animali non potranno più essere venduti e importati all’interno dei confini dello stato d’Israele. Con l’arrivo dell’anno nuovo, la nazione conferma nuovamente il suo impegno in favore delle istanze animaliste, inaugurato nel 2007 con il divieto di condurre test animali in laboratorio sui prodotti per la cura estetica della persona.

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La legge, ratificata nel 2010 ed entrata in vigore il primo gennaio, impone l’esclusione dalla vendita di tutti i ritrovati cosmetici, dai rossetti agli shampoo, che abbiano comportato test animali in fase di produzione. Si tratta di un importante aggiornamento della normativa introdotta nel 2007: non solo non si potranno più condurre test in loco, ma non si potranno nemmeno importare prodotti basati sulla sperimentazione animale prodotti in altre nazioni. Il divieto, tuttavia, non coinvolge medicinali o ritrovati per l’automedicazione, dove i test sugli animali rimangono ammessi.

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Eitan Cabel, rappresentante della compagine animalista al parlamento israeliano, spiega come questa decisione sia storica non solo dal punto di vista commerciale, ma soprattutto da quello etico. Un singolo cosmetico costringe gli animali a sottoporsi a circa 3.000 test, causandone spesso una morte dolorosa.

L’industria ha fatto ricorso a questo tipo di sperimentazione per vagliare l’assenza di rash cutanei o reazioni allergiche all’applicazione di un composto, ma dato l’esiguo rischio per la salute umana si è deciso di salvaguardare gli animali da una simile condanna. Il discorso è ovviamente diverso per tutte quelle sostanze che necessitano di ingestione o iniezione, dove la sperimentazione diviene praticamente obbligatoria.

Anche in questo caso, gli animalisti hanno contestato la poca fondatezza di simili esperimenti, confermata la diversità biologica tra uomo e cavie con conseguenti risultati fuorvianti. Allo stesso tempo, però, i legislatori han ritenuto fosse troppo rischioso somministrare farmaci o altre sostanze all’uomo senza adeguati test di sicurezza, ma si è promesso un cambio di orientamento non appena le metodologie d’indagine alternative si riveleranno sufficientemente affidabili anche in campo medico.

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Anche l’Unione Europea ha passato al vaglio lo stop alla commercializzazione di cosmetici testati sugli animali e il ban effettivo dovrebbe arrivare nel corso del 2013. Così come riporta PETA, sembra vi siano pressioni dall’industria affinché la data definitiva del divieto venga spostata al 2014, per permettere alle società di adeguarsi in tempo alle nuove normative.

Si ricorda che già da oggi i consumatori possono contribuire ad alleviare le sofferenze animali con l’acquisto consapevole: è sufficiente scegliere i prodotti “cruelty-free”, abbondanti sul mercato e ben riconoscibili dalle loro etichette.

7 gennaio 2013
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Rosy Carbotta, mercoledì 9 gennaio 2013 alle11:44 ha scritto: rispondi »

Onore a tutti coloro che credono e lottano per la vita dei nostri amici pelosini!

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