Non è solo il comparto alimentare del biologico a crescere di anno in anno, nonostante la crisi internazionale, anche la cosmesi naturale sta riscuotendo un enorme successo. I dati di Organic Monitor, società inglese specializzata in ricerche di mercato nel settore bio e naturale, dicono che la crescita economica del settore aumenta di 1 miliardo di dollari all’anno, per un valore complessivo di 10,4 miliardi nel 2013.

La parte più consistente del mercato dei cosmetici naturali appartiene agli Stati Uniti, che da soli detengono la metà dei ricavi globali, ma l’Italia, almeno in ambito europeo, occupa una posizione importante arrivando al terzo posto tra i Paesi UE.

Cosa si intende però per cosmetici naturali? Sono composti che contengono ingredienti naturali, privi di sostanze di sintesi chimica come ftalati e parabeni e comprendono anche i cosmetici bio, realizzati con elementi del mondo naturale biologico.

Si tratta però di una definizione che non è ancora univoca sul panorama globale e non è resa ufficiale da degli standard. Al momento tutti i prodotti cosmetici devono essere conformi al Regolamento europeo 1223/2009, specifico per questo tipo di sostanze, ma che, come esso stesso recita:

Trattandosi di un semplice strumento di documentazione, esso non impegna la responsabilità delle istituzioni.

Le cose presto però potrebbero cambiare. È stata in questi giorni presenta una proposta di legge sulla sostenibilità dei prodotti di bellezza venduti in Italia, da parte di Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola nonché della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera. L’obiettivo è di portare a rendere obbligatorio per le aziende un dossier per ogni prodotto, che specifichi la composizione e i fattori che incidono sull’impatto ambientale e sulla salute, dei componenti e della confezione.

Entro la prima metà del 2015 inoltre dovrebbe essere pubblicato un documento Iso per definire che cosa si intende per ingredienti naturali e biologici.

Un documento che non sarà obbligatorio, ma renderà disponibile un regolamento unico, valido per qualsiasi Paese a livello mondiale. Un testo che magari potrà fare chiarezza, ma che, come sostiene Organic Monitor, dovrà anche convincere il mondo dell’industria per risultare forte e portare a casa dei risultati.

22 gennaio 2015
In questa pagina si parla di:
Fonte:
I vostri commenti
patrizia, venerdì 23 gennaio 2015 alle17:34 ha scritto: rispondi »

Adoro i prodotti biologici.

Lascia un commento