Un linguaggio fatto di sguardi, movimenti, versi, scodinzolamenti che non sempre è comprensibile all’uomo, ma tra simili è piuttosto chiaro e preciso. È il dialogo canino che appare semplice e immediato tra esseri della stessa specie ma, nonostante la convivenza di millenni, risulta ancora un po’ ostico per l’uomo. Se Fido è in grado di comprendere e capire le intenzioni e le necessità del compagno umano, questi ancora fatica a imparare la corretta dialettica, i giusti tempi e l’esatta terminologia canina. L’uomo tendenzialmente è convinto che il cane abbia poco da dire, mentre per farsi ascoltare tende ad alzare la voce e ad urlare.

Eppure il dialogo che i cani cercano di stabilire con l’uomo è sovente articolato ed elaborato, un insieme di gesti e movenze che rivelano intenzioni e sentimenti. È l’incapacità umana che spinge verso l’incomprensione e fornisce le basi per un feedback errato, che può portare a morsi e aggressioni. Non è colpa del cane perché, a dispetto delle false credenze, è sempre pronto a indicare le sue reali intenzioni e motivazioni. Che sia euforico, nervoso, spaventato o felice, Fido parla e spiega cosa prova. Spetta all’uomo imparare i codici di questo dialogo, farli propri e memorizzarli per una comunicazione fluida e serena.

Orecchie, coda e corpo

Le orecchie e la coda fanno parte del linguaggio del cane, la loro posizione caratterizza un atteggiamento rilassato oppure stressato. Una posa eretta e rigida di coda e orecchie determina un atteggiamento d’attenzione, di interesse ma anche di nervosismo. In particolare di imminente attacco se lo sguardo è fisso con le pupille dilatate, il pelo sollevato e il muso leggermente arricciato. Al contrario, se la coda è nascosta tra le gambe, le orecchie sono rivolte indietro, gli angoli della bocca sono piagati verso il basso e l’animale si accuccia a terra il suo è un atteggiamento timoroso, di paura e di sottomissione. Non sempre il cane ringhia, sovente è il corpo a parlare per lui senza versi o suoni.

Abbracci, senso di colpa, sguardi e amore

Il cane possiedono un vasto repertorio per ingraziarsi le scuse da parte del proprietario, un dialogo come sempre non verbale ma fatto di gesti e movimenti tutti da interpretare e comprendere. L’addestratore di cani norvegese Turid Rugaas ha individuato circa 30 segnali specifici atti a smussare lo stress e allontanare le difficoltà. Il cane perciò parla attraverso movenze e segnali come piccoli colpi di lingua, movimenti della testa o degli occhi, ma anche annusate per terra, sbadigli e scrollate del pelo. Il cane quando è seduto osserva e comunica, oppure si avvicina con il corpo mostrando il fianco per attirare qualche carezza.

Mentre con lo sguardo può dimostrare di aver compreso di aver commesso un gesto sbagliato, ma non è senso di colpa o vergogna piuttosto paura e ansia nei confronti della reazione del proprietario. Se la sua azione è un atto sbagliato per l’uomo, il cane assumerà una posa di sudditanza, con testa in giù con il corpo piegato in avanti e gli occhi rivolti verso il basso. Un segnale di ansia e angoscia per ciò che arriverà, non una dimostrazione di colpevolezza. Sicuramente il proprietario e il nucleo familiare devono comprendere che ciò che appare lecito per l’uomo non sempre lo è per il cane, come l’abbraccio e la tirata d’orecchio vissuti come veri attacchi. Stringere il collo del cane in una morsa affettuosa e amorevole può risultare come approccio frainteso, vissuto come sfida e sviluppare una reazione negativa con tanto di minaccia e morsi. Al contrario per dichiarare il suo amore il cane muove la coda roteandola, oppure appoggia la zampa sulla gamba del proprietario, assume una corsa galoppante che ricorda un cavallo a dondolo, quindi raggomitola il corpo a formare una C per attirare carezze e grattatine. Attimi di pura gioia per l’animale che lo spingono a mugolare fino a sorridere.

22 maggio 2015
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