Chi non si è mai fatto ammaliare dalla romantica immagine di un pesce rosso custodito all’interno di una boccia? È uno dei desideri più diffusi dei bambini di tutto il mondo: osservare per ore e ore un pesciolino nuotare nell’acqua. Le tradizioni legate all’accudimento di questo animale, però, rischiano di essere del tutto sbagliate, a partire proprio dalla classica boccia.

Chiunque abbia provato ad allevare un pesce rosso senza le dovute competenze, l’avrà sicuramente sperimentato sulla propria pelle: dopo pochi giorni, il povero animaletto viene ritrovato galleggiante e senza vita sulla superficie dell’acqua. Di seguito, alcuni consigli per evitare le principali conseguenze spiacevoli.

    • Boccia: non vi è niente di più errato del costringere un pesciolino all’interno di una boccia. Non solo la quantità d’acqua non è sufficiente – in natura questi animali arrivano a occupare spazi da 40 litri ciascuno, una disponibilità non riproducibile da un piccolo contenitore in vetro – ma la forma non consente l’adeguata ossigenazione dell’acqua. Si prediligano, allora, acquari quadrati o rettangolari di sufficienti dimensioni;
    • Acqua: si è soliti pensare che il pesce rosso possa vivere a lungo semplicemente riempiendo il suo acquario di acqua di rubinetto. In realtà, soprattutto nei mesi estivi, gli acquedotti vengono purificati con l’introduzione di grandi quantità di cloro, dannoso e potenzialmente letale per l’animale. L’acqua deve allora essere sempre trattata con le opportune sostanze declorinanti;
  • Superficie: la leggenda vuole che i pesci rossi siano degli abili saltatori e, una volta tanto, il mito coincide con la realtà. Non è raro che questi animaletti si lancino oltre la superficie dell’acqua, cadendo quindi fuori dall’acquario. È bene coprire, di conseguenza, la parte superiore con reti a maglie sufficientemente ampie da garantire un corretto passaggio dell’aria;
  • Temperatura: il pesce rosso non può essere semplicemente inserito in un contenitore d’acqua appena versata, come si è soliti pensare. Bisogna vagliarne attentamente la temperatura, in modo che sia in media sui 22-24 gradi;
  • Nuovi abitanti: pur essendo un animale decisamente socievole con i propri simili, è necessario procedere con cautela nell’introdurre nuovi esemplari nell’acquario. Trattandosi di animali delicati, possono soffrire delle più svariate infezioni, a volte non manifestando evidenti segni esterni. Alcuni veterinari consigliano di seguire la regola della quarantena: prima di unire due o più pesci rossi nello stesso acquario, li si mantenga in due ambienti separati per quaranta giorni, affinché eventuali malattie si rendano evidenti e non si contagino l’un l’altro.

16 agosto 2013
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