Può capitare che gli animali selvatici perdano il senso dell’orientamento, finendo così ai bordi delle città, intrufolandosi nei giardini di qualche villetta o rimanendo intrappolati in recinzioni e altri prodotti dell’urbanizzazione umana. Ma che fare quando si trova un animale sperduto? Come comportarsi?

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Qualora si incontrasse un animaletto non abituato alla presenza dell’uomo, per prima cosa ci si dovrà assicurare del suo stato comportamentale. Qualora fosse spaventato o aggressivo, è meglio avvicinarsi con cautela o mantenere le distanze e richiedere l’intervento del personale competente, come il veterinario o la guardia forestale. Questa regola è valida soprattutto in caso si abbia a che fare con animali di grandi dimensioni, ma vale anche per uccellini, roditori e altri piccoli esemplari? La testata PawNation ha stilato una serie di consigli per alcuni degli animali più comuni:

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  • Scoiattoli: gli scoiattoli raramente perdono la via. Se rimangono immobili, o sdraiati su un fianco, potrebbe essere in corso un allevamento o un malessere post-trauma. Si indossino i guanti, così da non entrare in contatto con sangue o altre sostanze tossiche, e si avvolga l’animaletto in un asciugamano, a sua volta inserito in una scatola sufficientemente ampia. Si chiamino quindi le istituzioni competenti o ci si rechi immediatamente dal veterinario;
  • Conigli: i conigli adulti, da non confondersi con le selvatiche lepri, mostrano la loro salute con occhi vispi e orecchie tese verso l’alto. Un coniglietto che razzola in giardino può essere semplicemente sfuggito a qualche vicino, quindi predisporre una gabbietta aperta con della paglia o delle carote affinché l’animale vi entri spontaneamente. Se l’esemplare è in salute, basterà fare il giro del quartiere per trovare il legittimo proprietario. Se fosse ferito, dolorante o poco reattivo, ci si diriga subito dal veterinario;
  • Anatroccoli, oche e papere: si tratta di esemplari largamente presenti anche nelle città ad alta urbanizzazione, perché di solito abbelliscono i parchi cittadini, laghetti e giardini privati. Ed è proprio negli specchi d’acqua che è più facile trovarli, ad esempio nella piscina del proprio giardino. In questo caso, basta un po’ di rumore – magari battendo mani e piedi – per allontanare i volatili. Se invece si incontra un’anatra con al seguito un nugolo di piccoli, bisognerà fidarsi della mamma a meno che non si stia dirigendo verso un pericolo. Tutti questi uccelli sono molto indipendenti e raramente li si troverà feriti o avvelenati;
  • Ricci: anche i ricci sono molto comuni nelle nostre città, soprattutto tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Un riccio adulto non dovrebbe mai essere disturbato se in salute, perché non si allontanerà troppo dalla sua tana. Un piccolo, invece, potrebbe essersi smarrito definitivamente e deve essere quindi trasportato da un veterinario e affidato ad appositi centri di recupero. Qualora fosse ferito, si seguano le medesime procedure illustrate per gli scoiattoli;
  • Pipistrelli: un pipistrello – animale dotato di grande senso dell’orientamento nonostante la vista poco funzionante – fermo in giardino sarà sicuramente ferito o sofferente. Non bisogna toccarlo a mani nude, sia perché è meglio non entrare in contatto con eventuali ferite sia perché potrebbe reagire in malo modo. Piuttosto, si muova un ramoscello di legno davanti alle sue zampe: l’animale sarà naturalmente portato ad aggrapparvisi. Quindi chiedere l’intervento del veterinario;
  • Piccoli di cervo o capriolo: un cucciolo di cervo o capriolo che vaga da solo per boschi e giardini sarà molto probabilmente orfano. Questo succede quando le madri vengono uccise da predatori e cacciatori, così i piccoli sono costretti a gironzolare senza meta fino a raggiungere la città. Quando si incontra uno di questi esemplari, è d’obbligo allertare la Guardia Forestale o comunque le autorità, siano esse i pompieri o i carabinieri, perché la loro gestione è complessa e si tratta di specie tutelate.

15 maggio 2013
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I vostri commenti
marcello, martedì 30 luglio 2013 alle23:06 ha scritto: rispondi »

in caso di incontro con selvatico in difficolta va avvertita la polizia provinciale che ha competenza in merito e allertato il piu vicino CRAS, la gestione e il recupero va fatto esclusivamente da personale qualificato... purtroppo non sempre qst e presente nella pol prov e tanto meno nei cras che si basano quasi esclusivamente su personale volontario, purtroppo... cmq ci tengo a ricordare che il prelievo di selvatico, patrimonio indisponibile dello stato e un reato e come tale punito, anche se spesso le stesse forze dell ordine non hanno le idee molto chiare su qst parte della legislazione... cio crea molta confusione e il proliferare di situazioni confuse e mal gestite...

Marco Grigis, venerdì 17 maggio 2013 alle23:49 ha scritto: rispondi »

Gentile Michele, le sue osservazioni sono certamente corrette. Mi preme però sottolineare, come ben lei stesso dice, come l'articolo si riferisca ovviamente ad animali dispersi, sbandati, che hanno perso la rotta di casa. Non si sta negando la presenza di animali in città, bensì si vuole fornire qualche indicazione di massima per chi si trova a dover affrontare casi di presenza animale in luoghi dove non dovrebbero esserci (il caso delle anatre nella piscina di casa è eloquente, così come il pipistrello spaurito in giardino e via dicendo). In merito al capriolo, appunto, non si parla di piccoli lasciati nell'erba alta in attesa della mamma, bensì di cuccioli arrivati chi sa come nel giardino di qualcuno, evidentemente senza meta. È ovvio che poi in città vi siano moltissime specie selvatiche naturalmente inserite, come appunto il citato merlo, ma non si tratta di un animale selvatico disperso o bisognoso d'aiuto. No, non sono cresciuto in un seminterrato, ma in alta montagna. E di caprioli ne ho avvistati davvero parecchi.

Michele, giovedì 16 maggio 2013 alle12:31 ha scritto: rispondi »

Gent.imo Marco le intenzioni saranno sicuramente buone ma le indicazioni fornite su come comportarsi in caso di... sono generiche, superficiali e, soprattutto inesatte. Mi riferisco in modo particolare a quanto affermato nel caso del capriolo, specie in espansione, che sempre più spesso può rivelarsi un incontro gradito quanto inatteso per molti cittadini in gita fuori porta. I cuccioli di capriolo vengono spesso lasciati soli dalle proprie madri, ben nascosti nell'erba alta. Nascono troppo deboli e fragili per seguire le madri. Perciò vengono regolarmente e temporaneamente "abbandonati" in un luogo reputato sicuro, mimetizzati dalla vegetazione e completamente privi di odore. Le madri possono così alimentarsi poco lontani dal proprio cucciolo, senza che questo corra il rischio di imbattersi in un predatore (volpi, cinghiali, rapaci e, perché no? uomini) non ancora sufficientemente forte per fuggire. L'istinto del piccolo lo spinge quindi a stare perfettamente immobile e questo è il motivo per cui, troppo spesso, volenterosi e compassionevoli amanti della natura, credendo che il piccolo si sia perso, o peggio, che "le madri siano state uccise da predatori e cacciatori, così i piccoli sono costretti a gironzolare senza meta..." lo condanneranno per sempre a una vita da ergastolano in un centro di recupero per fauna selvatica. L'unica cosa da fare in questi casi è resistere alla fortissima tentazione di raccogliere un dolce musetto con gli occhioni dolci (una sola nostra carezza gli lascerebbe addosso il nostro odore facendolo irrimediabilmente abbandonare dalla madre) e allontanarsi prima possibile per consentire il ritorno della madre e non attirare l'attenzione sul cucciolo di eventuali predatori. Tornando genericamente sull'articolo, l'approccio è totalmente errato. Si fa riferimento agli animali selvatici in città solo come ad intrusi, ad episodi isolati dovuti solo allo stordimento di alcuni esemplari sbandati, deviati, che quindi non stanno bene. Solo un animale malato si avventurerebbe in città secondo questa versione. Basta guardarsi intorno invece, o frequentare il tratto cittadino di un fiume o ancora un semplice parco per rendersi conto che l'urbanizzazione della fauna selvatica è un fenomeno sempre più diffuso e accertato per un numero di specie crescente. Molti ambienti anche fortemente antropizzati rappresentano, per molte specie, luoghi ideali dove vivere e allevare la propria prole. E' il caso del comunissimo Merlo, per esempio, che nei nostri giardini cittadini trova densità molto più alte che nei luoghi di origine selvatici. Lo stesso si dica dello Storno, del Passero, della Taccola, del Gabbiano reale, solo per citare i casi più comuni ed eclatanti, per non parlare dei casi di nidificazione di Falchi pellegrini e Gheppi sui tetti dei più importanti monumenti delle nostre città d'arte. Oggi, la presenza di animali selvatici in città, dovrebbe essere una realtà nota a tutti. Ma forse, Marco, ignori totalmente l'argomento, come se oltre trent'anni di letteratura specifica non fossero mai trascorsi o, più probabilmente, tu non sia cresciuto in un seminterrato senza mai alzare lo sguardo dall'asfalto. Per un portale come il vostro invece è indispensabile scegliere bene che cosa si consiglia alle persone. Saluti Michele Rundine

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