La casa non è sempre è un ambiente sicuro per i nostri amici a quattro zampe. Si è parlato diffusamente dei pericoli insiti nell’abitazione e di quali siano le migliori strategie per proteggere cani e gatti da conseguenze anche mortali, ma come comportarsi a fatto compiuto? Che fare qualora il nostro cane avesse ingerito inavvertitamente una sostanza tossica?

In casa i componenti tossici per la salute del cane sono praticamente ovunque: medicinali, detergenti, vernici, diserbanti, saponi e chi più ne ha più ne metta. Non è, dunque, così improbabile che un cane vi si possa avvicinarne e ingoiarne una certa quantità per sbaglio, a volte con effetti collaterali letali. Inutile sottolineare come sia il caso di tenere questi composti ben lontani dal raggio d’azione degli amici a quattro zampe, perché si analizza ora il caso dell’ingestione non voluta, quindi ecco una serie di regole per riconoscere e trattare un possibile avvelenamento canino:

  1. Mantenere la calma alla vista del cane sofferente o senza sensi, per quanto possibile. L’agitazione del momento potrebbe annebbiare la ragione, rendendo quindi le operazioni di salvataggio ben più complicate;
  2. Chiamare immediatamente il centro veterinario più vicino per scoprire se forniscano assistenza a domicilio o un servizio di ambulanza animale. In caso contrario, organizzarsi con un familiare affinché il trasporto in clinica sia il più possibile rapido;
  3. Spostare l’animale in una zona sicura della casa in attesa dell’arrivo del medico o, in alternativa, di qualcuno che vi aiuti a trasportarlo fino all’automobile. Ad avvelenare il cane potrebbero essere stati anche dei fumi d’esalazione di detersivi e affini, quindi è meglio liberare l’area anche qualora gli umani non ne subissero gli effetti;
  4. Se la fonte dell’intossicazione fosse facilmente riconoscibile – ad esempio il cane giace nei pressi di una bottiglia di detergente aperto – bisogna portare con sé dal veterinario il composto. Se il veleno non fosse invece conosciuto, bisogna prendere nota di tutti i comportamenti anomali dell’animale per riferirli al personale medico, in modo che possano risalire all’agente chimico sulla base degli effetti causati al fisico;
  5. Qualora il cane vomitasse o emettesse altri fluidi corporei non meglio identificati, è indicato armarsi di guanti e coraggio per raccoglierne un campione, da chiudere in un sacchetto o in un contenitore di plastica per gli alimenti. Sarà di particolare aiuto al veterinario in caso la fonte dell’intossicazione fosse sconosciuta;
  6. Se l’animale fosse in preda alle convulsioni, meglio adagiare un cuscino sotto la testa e cercare di contenere gli arti per evitare traumi fisici.

Nella maggioranza dei casi, il tutto si risolverà con un’apposita lavanda gastrica, anche perché raramente gli animali domestici si avvicinano a sostanze davvero pericolosissime per l’ingestione, come la candeggina. Appare ovvio come la tempestività sia la discriminante per un intervento di successo.

23 ottobre 2012
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