Il miagolio del gatto ha molte sfumature, ognuna di queste sottolinea uno stato d’animo oppure un’esigenza diversa. Non sempre, però, i proprietari di un felino sono in grado di decodificare i vocalizzi dell’amico a quattro zampe: un recente sondaggio condotto nello Stato di New York, infatti, spiega come la maggior parte dei proprietari si rivolga al micio come se fosse un umano, con scarsi risultati. Una ricerca scientifica, però, oggi si propone di decodificare il grande mistero del linguaggio felino.

Il tutto accade in Svezia, grazie a una ricercatrice dall’Università di Lund, la quale sta conducendo uno studio sulle modalità di comunicazione del gatto. Per il progetto, si stanno reclutando proprietari e gatti da diverse parti della nazione, in un raggio di circa 500 chilometri. Un fatto, questo, che permetterà di scoprire se esistano differenze territoriali nel modo con cui il gatto si esprime, esattamente come avviene per i dialetti umani.

In genere, i gatti ricorrono a segnali vocali e visivi per comunicare con i proprietari. Il miagolio, tuttavia, è destinato ad attirare l’attenzione degli umani, perché fra di loro raramente i gatti comunicano con la voce, preferendo invece messaggi visivi e olfattivi. Emerge, però, come i proprietari tendano a parlare al gatto come se stessero rivolgendosi a un bambino, quindi con un tono più acuto e con una scansione più lenta delle vocali, creando una sorta di cantilena. Questa modalità comunicativa, del tutto singolare, potrebbe aver influito – e potrebbe influire tutt’ora – sulle reazioni di risposta dell’animale, nonché nel linguaggio prescelto per parlare con gli umani.

La ricerca separerà gatti e proprietari in due regioni svedesi. Nella prima, si analizzerà la melodia dei vocalizzi felini, per scoprire se vi siano dei pattern ripetitivi associati a specifiche emozioni, razze o appartenenze territoriali. Nel secondo, invece, si studierà come i gatti reagiscano a diverse modalità di comunicazione da parte degli umani, quindi il tono scelto, la velocità, lo stile, i dialetti e molto altro ancora. Per raggiugnere questi scopi, verrà sfruttata una speciale strumentazione, con microfoni appositi, registrazioni e riproduzione di suoni. Se verranno riconosciuti dei pattern ricorrenti – ad esempio, se la maggior parte dei gatti produrrà lo stesso suono per segnalare il senso di fame – parte del linguaggio felino potrà essere decodificato.

29 marzo 2016
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