Meglio noto come ormone dello stress, il cortisolo viene secreto dalle ghiandole surrenali ed è protagonista di una serie di funzioni importanti per l’organismo umano. Sintetizzato grazie all’intervento dell’ACTH (ormone adenocorticotropo) prodotto dall’ipofisi, appartiene alla famiglia degli ormoni steroidei e interviene nella sintesi del glucosio aumentandone i livelli nel sangue.

L’associazione tra elevati livelli di cortisolo e stress si basa sull’aumento della produzione di questo ormone in seguito a prolungati sforzi fisici, a un digiuno estremo o a situazioni particolarmente critiche, come ad esempio un intervento chirurgico, che possono rappresentare un trauma a livello fisico e mentale.

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Più in generale, il cortisolo svolge il ruolo di inibitore di alcune funzioni dell’organismo che nel breve periodo non sono ritenute indispensabili, senza tuttavia creare scompensi agli organi vitali: a tal proposito, oltre a incrementare la glicemia può ridurre le difese immunitarie limitando anche la risposta infiammatoria.

Valori di riferimento

Per misurare i livelli di cortisolo è necessario sottoporsi a un normale prelievo del sangue, tuttavia in alcuni casi il medico potrebbe suggerire di dosare questo ormone anche nelle urine oppure di ricorrere al controllo del cortisolo salivare.

In ogni caso, prima di effettuare qualsiasi analisi, è bene sapere che i livelli di cortisolo mutano nel corso della giornata secondo il ritmo cicardiano, presentando valori elevati al mattino presto e decrescendo notevolmente la sera tardi. Tenendo conto di queste variazioni, quindi, sarà il medico a suggerire di eseguire il test al mattino o nelle ore serali, tuttavia per ottenere risultati realmente attendibili è anche importante limitare l’attività fisica nelle ore precedenti il prelievo.

Prima di sottoporsi al test, infine, è anche fondamentale non assumere alcune tipologie di farmaci che possono alterarne l’esito dando origine a falsi positivi o falsi negativi.

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Per quanto concerne i valori standard della cortisolemia, per gli adulti che effettuano il test al mattino si considerano normali dai 100 ai 200 microgrammi/L, mentre la sera dovrebbero aggirarsi intorno ai 100 microgrammi/L. Per i bambini, invece, sono ritenuti standard valori compresi tra 50 e 100 microgrammi/L. In caso di parametri superiori o inferiori a quelli considerati normali si parla, rispettivamente, di ipercorticosurrenalismo o iposurrenalismo.

Cortisolo alto

In presenza di valori elevati di cortisolo nel sangue i fattori da analizzare sono molto numerosi, infatti l’elenco delle patologie che comprendono questa alterazione tra i possibili sintomi è abbastanza lungo. Il medico è chiamato a escludere l’ipertiroidismo, malattie che riguardano i reni o il fegato, possibili tumori del surrene e la sindrome di Cushing.

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I rimedi possibili variano a seconda della causa che si cela dietro un netto aumento di cortisolo nel sangue: in caso di disturbi dell’alimentazione o di uno stile di vita eccessivamente stressante, il consiglio è quello di stabilire abitudini volte a favorire la salute e consumare cibi a basso indice glicemico, preferendo alimenti proteici ricchi di fibre oltre a verdure e frutta fresca.

Cortisolo basso

Responsabili di abbassare i livelli di cortisolo sono, generalmente, alcune patologie a carico del surrene o della stessa ipofisi, ma anche alcune infezioni che causano danni alle ghiandole surrenali (ad esempio la tubercolosi).

Quando queste ghiandole producono una quantità minore del normale di cortisolo si parla di vera e propria “stanchezza surrenale”, una condizione che si manifesta con una varietà si sintomi che spaziano dalla spossatezza all’annebbiamento della vista e a cui si può porre rimedio, sempre tenendo conto del parere medico, anche evitando il digiuno e consumando pasti regolari. Una risorsa naturale, ad esempio, è data dal pompelmo: questo frutto è in grado di sfavorire gli enzimi che contrastano la produzione di cortisolo.

15 novembre 2017
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