Per molti dei nostri lettori sarà una buona notizia: la Corte Costituzionale ha giudicato ammissibili i referendum contro il nucleare e a favore dell’acqua pubblica.

Nel primo caso si tratta di abolire una settantina di leggi che permettono, al giorno d’oggi, al Governo di prospettare un ritorno al nucleare nel nostro paese. Dopo anni di dibattiti e le recenti polemiche sugli spot del Forum Nucleare, finalmente la voce potrebbe tornare agli italiani – che già espressero il loro parere negativo nel lontano 1987.

Altrettanto importante risulta essere il referendum per l’acqua pubblica. Da più parti della società civile sono sorte critiche e segnalazioni di disagi a causa della privatizzazione. Il caso di Aprilia, in questo senso, ha fatto scuola. In questa cittadina del Lazio, infatti, i disagi sono stati tanti e tali da creare un diffuso movimento di opposizione all’acqua “privata” che è riuscito infine ad ottenere importanti vittorie.

Certamente, sono tanti gli interessi economici che stanno dietro sia alla proposta di un ritorno al nucleare, sia alla privatizzazione delle reti idriche. Eppure crediamo che su argomenti del genere la valutazione debba prima di tutto essere politico-morale e, quindi, ben vengano questi due referendum.

13 gennaio 2011
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I vostri commenti
Guido Grassadonio, lunedì 17 gennaio 2011 alle17:34 ha scritto: rispondi »

ragazzi, un po' di ottimismo non guasterebbe... ;-)

aldo, lunedì 17 gennaio 2011 alle12:15 ha scritto: rispondi »

Non ci resta che incrociare le dita ;-)

maria, lunedì 17 gennaio 2011 alle11:27 ha scritto: rispondi »

@Aldo E' quello che temo! Purtroppo in Italia la gestione privata delle risorse pubbliche è accettata come normale da parecchie persone.

aldo, domenica 16 gennaio 2011 alle12:05 ha scritto: rispondi »

@Maria Non so, credo che sull'argomento nucleare siano in molti a volersi esprimere. E larghe parti del paese hanno conosciuto i drammi dell'acqua privata.... Ho paura, piuttosto, che molti partiti invece che fare campagna per il NO, spingano per l'astensione, secondo un trend assolutamente anti-democratico che va avanti dalla referendum sulla procreazione assistita.

maria, sabato 15 gennaio 2011 alle20:47 ha scritto: rispondi »

Speriamo che la partecipazione al referendum sia alta. Bisogna sensibilizzare più persone possibili.Se non c'e una campagna capillare sull'argomento, la gente non andrà a votare. Ormai la gente non si occupa più di problemi che non lo toccano direttamente.

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