È di 47 feriti il bilancio del primo giorno dell’annuale Festa di San Firmino a Pamplona, la tradizionale corsa dei tori per le vie della città. Quattro persone hanno subito i colpi degli animali, mentre i restanti hanno presentato tagli e contusioni da cadute accidentali nella ressa dell’evento.

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La Festa di San Firmino di Pamplona vede, dal 7 al 14 luglio, una corsa giornaliera fra le città, un percorso forzato della durata di 2-5 minuti. Un gruppo di tori inferociti viene liberato, mentre i numerosi partecipanti alla gara – tutti vestiti di rosso e bianco, la tenuta d’ordinanza – cercano di sfuggire ai colpi delle corna sfidando direttamente gli animali. Dal 1924 a oggi sono 15 gli individui deceduti durante la gara, l’ultimo nel 2009.

Il bilancio della prima giornata conta uno statunitense di 26 anni ferito al volto, un australiano di 24 alla testa, un inglese di 44 alle ginocchia e uno spagnolo di 36 con un avambraccio fratturato, a cui si aggiunge un’altra quarantina di feriti non imputabili all’azione diretta dei tori.

La tradizionale festa subisce da decenni i fuochi incrociati delle associazioni animaliste, quest’ultime preoccupate dalle crudeli barbarie subite dai tori: oltre a essere aizzati e spesso storditi dalla folla per percorrere le strade cittadine, gli eventi terminano in una grande corrida, con i tori agonizzanti e prossimi alla morte. Anche quest’anno PETA ha organizzato una manifestazione di protesta per sensibilizzare l’opinione pubblica: domenica mattina, prima del primo encierro, gli attivisti si sono mostrati in piazza completamente nudi, con delle bare di cartone a simboleggiare le torture subite dagli animali. Non vi è stato però alcun effetto frenante sulla manifestazione, anche perché la città trae un grande vantaggio economico dalla tradizionale corsa: la popolazione, infatti, passa da 200.000 individui a 1.500.000 nel periodo della Festa di San Firmino.

Il Sole 24 Ore riporta per questa edizione un evento sottotono, forse complice la crisi economica o la maggiore consapevolezza delle condizioni di sfruttamento degli animali, con un budget ridotto del 14% – 2,1 milioni di euro – rispetto alle edizioni precedenti.

8 luglio 2013
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