Corrado Clini parla per la prima volta da ministro dell’Ambiente. Dopo più di vent’anni passati “dietro le quinte” del ministero tocca a lui ora prendere le decisioni importanti, quelle che dovranno imporre un deciso cambio di rotta sulla gestione del territorio italiano. Subito chiare le sue intenzioni durante il mandato: obiettivo primario lavorare per il rispetto dei tempi europei per la diminuzione delle emissioni di gas serra.

Tanto il lavoro che lo aspetta, come lo stesso Corrado Clini è perfettamente a conoscenza, avendo ricoperto la carica di Direttore del ministero dell’Ambiente dal 1990:

Il nostro Paese, a differenza degli altri partner europei, ha un’agenda ambientale molto stretta e sara’ difficile rispettare i tempi degli obiettivi richiesti dalla Ue. Tutte le nostre politiche dei trasporti – ha aggiunto l’ex direttore generale del dicastero – debbono essere meno inquinanti e anche le politiche per le infrastrutture debbono porsi questo obiettivo. Ma il vero tema – ha sottolineato il ministro – e’ integrare le politiche ambientali con tutte le politiche degli altri dicasteri, e mi auguro che il nuovo governo riesca a farlo. Probabilmente lo fara’ meglio di quanto non sia accaduto prima perche’ nel governo Monti non ci sono conflitti di competenza politica che forse limitavano le capacita’ del governo precedente.

Una linea che sembra sulla stessa lunghezza d’onda rispetto a quanto auspicato da WWF, Legambiente e Greenpeace in una lettera aperta indirizzata al nuovo ministro dell’ambiente. Nel testo un augurio per la buona riuscita del suo lavoro, oltre ad alcune indicazioni ritenute fondamentali dalle tre associazioni ambientaliste:

– si schieri in sede europea a favore dell’obiettivo di riduzione al 2020 del 30% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990;
– riveda il piano d’azione per le rinnovabili, adeguandolo a livelli coerenti con l’obiettivo di taglio delle emissioni, elevando quindi i target per le diverse fonti e rimodulando in modo appropriato ed economicamente efficace il sistema degli incentivi;
– chieda ai partners comunitari che l’obiettivo dell’aumento del 20% per l’efficienza energetica sia reso vincolante;
– sostenga obiettivi stringenti e coerenti per il miglioramento dell’efficienza anche per il settore delle automobili e dei veicoli commerciali;
– sostenga la necessità di un secondo periodo di impegni con il protocollo di Kyoto, elemento essenziale anche per ottenere un mandato per l’accordo quadro globale sul clima.

Nell’unirci all’augurio per un’ottimale gestione dei poteri a lui conferiti, ci sentiamo di aggiungere un piccolo desiderio che speriamo il nuovo ministro per l’Ambiente, Corrado Clini potrà realizzare: non dimenticarsi dell’altra gravissima emergenza italiana che è il dissesto idrogeologico, da 40 anni in attesa di interventi risolutivi. Non sarà una richiesta europea, ma è davvero fondamentale per tanti, troppi, italiani.

17 novembre 2011
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I vostri commenti
Maraclal, giovedì 17 novembre 2011 alle20:27 ha scritto: rispondi »

caro ministra avevo dimenticato di dire che: per le condizioni climatiche per i costi elevati e per altre ragioni il biologico è un lusso che non tutti si possono permettere eppoi non è vero che ogm sia dannoso

Maraclal, giovedì 17 novembre 2011 alle20:21 ha scritto: rispondi »

caro ministro vai avanti col nucleare,spiega al popolo colorato che i soldi per il sociale etc etc si fanno con prezzi contenuti dell'energia,per il popolo e per le industrie

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