Quello dell’effetto serra è forse l’argomento principe tra i temi ambientali. Il legame fra la produzione di CO2 (ma anche di altri gas, come il metano od il protossido di azoto) ed il cambiamento climatico è una verità accertata nella sua tragicità. Prova ne è il fatto che “produzione di CO2″ sia diventato negli anni quasi un sinonimo di “inquinamento atmosferico”, anche se non si dovrebbe ridurre quest’ultimo solo al rilascio dei gas serra.

Un accordo annunciato dal Ministero dell’Ambiente e da alcune delle principali aziende del Paese sancisce, ora, anche in Italia la piena consapevolezza della gravità del problema. Infatti, il ministro Corrado Clini avrebbe stipulato un patto perché venga calcolata la carbon footprint, l’impronta di carbonio, dei prodotti delle imprese aderenti.

La suddetta impronta non è che il calcolo in kg equivalenti di CO2 dell’effetto serra prodotto per creare e trasportare sino al luogo di vendita la singola unità di merce distribuita. In pratica, sapremo esattamente quanto “pesa” per l’ambiente quella bottiglia di acqua San Benedetto (una delle aziende aderenti) che stiamo acquistando al supermercato.

I grandi gruppi industriali che hanno firmato l’accordo, al momento sono 6:

  • Autostrade per l’Italia
  • Coop Italia
  • Gruppo San Benedetto
  • Gruppo San Marco
  • Le Fay Resorts
  • Palazzetti

Ma altri promettono di fare lo stesso – e parliamo di colossi come Pirelli – costituendo un passo in avanti non secondario in quello che il Ministro Clini ha definito: Carbon Management.

Tra queste aziende spicca di certo San Benedetto che da anni collabora con il ministero cercando di ridurre le dimensioni delle propria footprint. Probabilmente, l’obiettivo è quello di cancellare il “peccato originale” di vendere acqua in bottiglia: la vera soluzione green, in questo caso, resta l’invito a consumare l’acqua corrente.

Ad ogni modo, l’iniziativa va letta all’interno di un complesso di provvedimenti atti a ridurre l’impatto ambientale del nostro comparto industriale. Ed i vantaggi per le aziende sono sintetizzate ottimamente dallo stesso Clini:

Le imprese avranno un ruolo attivo nello sforzo dell’Italia per ridurre le emissioni di carbonio, ma questa sarà anche l’occasione per mettere a punto tecniche di produzione e distribuzione che migliorino la qualità dei prodotti, aumentandone la competitività e lanciando un messaggio positivo ai consumatori e al mercato.

L’impressione, nonostante gli sforzi, è che questo tipo di mediazioni fra diversi interessi partoriscano sempre “topolini” troppo poco radicali per affrontare la gravità della situazione. Speriamo però di essere smentiti dai fatti.

Fonti: La Stampa

22 dicembre 2011
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