Il MIPAAF ha reso noto ieri con una nota la creazione del Comando per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare. Sarà costituito da 7.000 uomini specializzati provenienti dal Corpo Forestale dello Stato.

Con l’approvazione della Riforma della Pubblica Amministrazione, la cosiddetta “Legge Madia”, il CFS viene smembrato. Altri 750 uomini saranno trasferiti ad altre forze di polizia o amministrazioni. Manifesta la soddisfazione del Ministro per l’Agricoltura Maurizio Martina, che spiega:

Con la riforma riorganizziamo le funzioni di polizia impegnate sul fronte agroambientale, dotando l’Italia di una moderna struttura in grado di assicurare sempre meglio prevenzione e repressione su questo fronte. Uniamo le forze e potenziamo gli strumenti operativi. Il nuovo Comando assicurerà professionalità, specializzazione e un ramificato presidio del territorio rappresentando di certo una delle esperienze più avanzate d’Europa.

Il MIPAAF specifica che il Comando “potenzia le capacità dell’Italia di preservare e difendere il suo patrimonio paesaggistico, ambientale e agroalimentare”. L’arma dei Carabinieri, come si legge nella nota, si dimostra il corpo più adatto in cui il personale della Forestale potesse confluire, perché con il tempo ha sviluppato competenze assai specializzate, basti pensare ai NAC (Nucleo Anticontraffazioni Carabinieri), al NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e all’attività dei NAS (Nucleo Anti Sofisticazioni).

La specializzazione viene dunque garantita, anzi continuerà ad essere implementata perché i nuovi arrivati verranno formati in modo specifico con obiettivi di alta professionalità nelle materie agroambientali. In tal modo, secondo il MIPAAF, il presidio del territorio viene rafforzato, grazie anche alla “capillare rete di strutture dell’Arma”, così come le capacità investigative, di prevenzione e repressione anche a livello internazionale. Si continuerà a far riferimento al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali a riprova della stretta connessione con le sue competenze e i suoi obiettivi.

Tutto questo con il vantaggio di un efficientamento dei costi di gestione e di una reale semplificazione. Semplificazione che però secondo alcune parti potrebbe rivelarsi invece un duro colpo per il nostro Paese. Paolo Russo, deputato di Forza Italia, sostiene che la divisione del CFS:

Rappresenta una perdita senza rimedio di competenze e know how riconosciute nel mondo. Nell’anno dell’Expo, nell’anno della emergenza Terra dei fuochi, si decide di abolire il Corpo Forestale con buona pace di tutti i buoni propositi sul fronte della qualità agroalimentare e su quella della tutela ambientale e dei paesaggi. Altro che semplificazione questo è un vero omicidio di Stato.

Critici anche i sindacati: secondo la CISL e la CGIL si tratta di un grave errore. Gianna Fracassi, segretaria confederale della CGIL, spiega come il problema riguardi anche i diritti dei lavoratori:

Il personale, che oggi ha status civile, assumerà lo stato giuridico miliare. Non per una libera e legittima scelta.

L’assunzione dello status di militare presuppone l’affievolimento di una serie di libertà personali tra le quali il diritto di partecipare a riunioni e manifestazioni politiche, il diritto di scioperare e di costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad associazioni sindacali.

Dubbioso si dimostra anche il WWF, secondo il quale sarebbero state ipotesi più ragionevoli, quelle di una riforma radicale della Forestale, senza necessariamente accorpare il corpo ad altre forze di Polizia, oppure per lo meno l’unificazione con la Polizia di Stato che non è un corpo militare e avrebbe consentito il trasferimento in blocco di tutte le forze in essere.

Il rischio più grande, a detta del WWF è per la gestione delle Riserve dello Stato, per la tutela della biodiversità e per l’educazione ambientale e l’associazione auspica che con i pareri obbligatori delle Camere e del Consiglio di Stato, qualche correzione possa essere fatta.

Più morbida la posizione di Legambiente. Il suo direttore Stefano Ciafani spera che questa riorganizzazione venga messa al servizio del contrasto alle illegalità ambientali e spiega:

Le enormi competenze del Corpo Forestale insieme a quelle dei Carabinieri debbono essere valorizzate per avviare una nuova stagione di lotta contro tutte le forme di criminalità ai danni dell’ambiente e della collettività, avvalendosi anche degli strumenti offerti dalla nuova legge sugli ecoreati.

Il prossimo passo da compiere per migliorare il contrasto delle illegalità e aumentare il livello dei controlli ambientali riguarda l’approvazione del disegno di legge sulle agenzie ambientali, fermo al Senato da quasi due anni.

22 gennaio 2016
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diego, venerdì 22 gennaio 2016 alle21:16 ha scritto: rispondi »

A chi dava fastidio il Corpo Forestale?????

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