La proposta di accorpare il Corpo Forestale alla Polizia di Stato, ora all’esame del Senato, non piace agli ambientalisti. Diverse associazioni ambientaliste italiane, dal WWF a Legambiente, da Greenpeace alla Lipu, hanno sottoscritto un appello ai senatori affinché rivedano lo scioglimento del Corpo Forestale previsto dalla riforma della Pubblica Amministrazione elaborata dal Governo Renzi.

Le associazioni ambientaliste chiedono al Senato di riflettere sulle conseguenze dell’accorpamento della Forestale alla Polizia di Stato, sottolineando le tante funzioni attualmente a carico dei forestali che potrebbero rimanere scoperte con l’entrata in vigore della riforma:

Il Corpo Forestale non è solo un corpo di Polizia. Oggi garantisce la gestione diretta di importantissime aree naturali (le Riserve Naturali dello Stato), la prevenzione (come l’antincendio), la ricerca (come le banche dei semi o la riproduzione delle razze equine murgese e maremmano), la collaborazione nella realizzazioni di progetti finanziati (con particolare riguardo ai progetti Life).

Tutte funzioni che secondo gli ambientalisti sarebbero incongrue rispetto al ruolo della Polizia di Stato. Senza contare che molti dei compiti attualmente svolti dai forestali rimarrebbero scoperti in attesa di una riassegnazione, bloccando molte attività cruciali per la tutela del territorio.

Le associazioni ambientaliste fanno poi notare che molte delle attività svolte dal Corpo Forestale riguardano direttamente i Parchi Nazionali. L’attribuzione di queste competenze ai Parchi al momento non è ancora stata prevista. Come fanno notare gli ambientalisti:

Irrisolti, nell’ipotesi di accorpamento, rimarrebbero le questioni legate alla Riserve Naturali dello Stato gestite dal Corpo Forestale, al contratto di lavoro di circa 1300 operai forestali che nulla c’entrano con gli operai forestali alle dipendenze regionali e ai numerosi immobili demaniali che il Corpo Forestale gestisce per conto del Ministero delle Politiche Agricole.

Le associazioni ambientaliste chiedono di riformare il Corpo Forestale al fine di non disperdere le competenze maturate dai forestali in decenni di lavoro sul campo. La riforma dovrebbe prevedere una ridefinizione dei compiti di polizia ambientale che coinvolga anche le Polizie Provinciali.

L’appello degli ambientalisti italiani fa seguito a quello lanciato nei giorni scorsi da don Patriciello. Il prete della Terra dei Fuochi aveva sottolineato il lavoro svolto dai forestali in Campania nella prevenzione dei roghi di rifiuti e nella salvaguardia del territorio, dilaniato dalle ecomafie. Don Patriciello aveva invitato Matteo Renzi a non sciogliere la Forestale, evitando di tagliare le gambe alla battaglia contro l’inquinamento e gli altri ecoreati.

31 marzo 2015
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WWF
I vostri commenti
Giuseppe Combi, martedì 31 marzo 2015 alle19:26 ha scritto: rispondi »

Come è possibile fare questo e poi lamentarci per i danni ambientali. La riduzione della spesa pubblica non va fatto a discapito di questi servizi essenziali.

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