Corpo disidratato: cosa bere e cosa evitare

Per un corpo in forma è un organismo sempre in salute, è necessario garantire quotidianamente una corretta idratazione. L’acqua è infatti un elemento indispensabile per tutte le funzioni delle cellule e degli organi e, di norma, viene assunta non solo bevendola ma anche dal cibo, come frutta e verdura. Non è raro, tuttavia, che il fisico manifesti di tanto in tanto i sintomi di una lieve disidratazione, riconoscibile da alcuni segnali specifici come spossatezza, gola secca, sudorazione eccessiva, urine più scure del normale e molto altro ancora. Ma cosa bere, e cosa invece evitare, quando il corpo ha bisogno di una ricarica di liquidi?

Ovviamente, le informazioni di seguito riportate fanno riferimento a una necessità di idratazione lieve o moderata, come ad esempio durante una giornata calda e assolata, una sessione di sport e altre condizioni quotidiane. Quando la disidratazione è d’intensità grave, e prolungata nel tempo, è necessario rivolgersi sempre al medico che, oltre al recupero dei liquidi, imposterà un percorso di cura adeguato. In ogni caso, gli stati di disidratazione non dovrebbero essere mai sottovalutati.

Necessità di liquidi: cosa scegliere

Acqua

È opinione comune sostenere che una persona adulta debba assumere quotidianamente 1.5 o 2 litri d’acqua, sia bevendola direttamente che tramite l’alimentazione. Questa informazione, tuttavia, può cambiare in relazione al sesso, all’altezza e al peso, a eventuali patologie in corso, condizione croniche e molto altro ancora. Pertanto, l’apporto quotidiano dovrebbe essere sempre commisurato sul singolo, tramite l’aiuto dello specialista.

In linea generale, quando capita di perdere molti liquidi durante una giornata assolata o uno sforzo fisico, sono molte le alternative che si possono assumere per ripristinare la corretta idratazione dell’organismo. Bisogna però sottolineare come i segnali di una carenza di liquidi siano da associare anche a una momentanea diminuzione dei minerali essenziali per l’organismo, persi ad esempio con la sudorazione.

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La prima soluzione, nonché quella più efficace, è di ripristinare l’idratazione tramite l’assunzione di acqua minerale. Per quanto possa risultare banale, questo metodo è quello che garantisce i maggiori risultati, poiché ricco di sali minerali come magnesio, sodio, zinco, stronzio e tanti altri ancora. L’ideale sarebbe assumerne un paio di bicchieri, procedendo poco alla volta, preferendo la versione liscia a quella arricchita con anidride carbonica. Sebbene quest’ultima proposta sia più che sicura per l’organismo, negli stati di stanchezza potrebbe risultare fastidiosa con la produzione di gas a livello dello stomaco.

Ancora, è possibile ripristinare sali minerali e calorie perdute, oltre che con l’apporto di acqua, anche mangiando un frutto. Dalle comuni mele e pere, passando per pesche, albicocche, banane, anguria e molte altre, tutte le varietà commestibili contengono livelli elevati d’acqua, utili per il fisico. Non bisogna esagerare, però, per non alterare l’apporto di calorie e di zuccheri consigliati quotidianamente.

Ottime sono anche le spremute, in particolare quelle di agrumi dato il loro carico di vitamina C – quest’ultima indispensabile per il sistema immunitario – quindi estratti, centrifughe o del tè deteinato. Fra le tante alternative, il tè verde potrebbe rappresentare una proposta completa, data la sua ricchezza di minerali e oligoelementi.

Necessità di liquidi: cosa moderare

Bevande

Quando si palesa una forte sete, e l’organismo segnala quindi la necessità di reintrodurre liquidi, molto spesso si compiono delle scelte basate sui gusti personali, tuttavia non del tutto utili per gli obiettivi di idratazione che si vogliono raggiungere. Di fronte a una comune perdita di liquidi, ad esempio, scegliere bevande gassate potrebbe non essere la soluzione giusta, poiché ricche di zuccheri ma dal ridotto contenuto di minerali, un fatto che andrà unicamente a modificare in negativo l’equilibrio calorico quotidiano.

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Ancora, bisogna prestare attenzione a tutte le bevande tonificanti, pensate per garantire energia immediata al fisico e non per i momenti di disidratazione. Se lo scopo è quello di recuperare unicamente i liquidi e i sali minerali, una soluzione contenente sostanze eccitanti potrebbe generare l’effetto opposto, stimolando addirittura una sete maggiore. Fra questi il caffè, ma anche e soprattutto gli energy drink: la loro assunzione non è sbagliata a priori, in alcuni frangenti possono risultare più che utili, ma non solo la soluzione di prima linea per la reidratazione. Discorso analogo anche per le bibite sportive, arricchite dei più svariati sali minerali, che sono solitamente pensate per i grandi sforzi fisici o per gli sport più impegnativi: assumerle senza un reale bisogno potrebbe portare a un apporto eccessivo di minerali rispetto a quanto realmente necessario.

Sullo stesso tenore anche le acque vitaminiche, molto diffuse negli ultimi tempi sulla grande distribuzione, pensate per aiutare l’organismo ad assumere il corretto quantitativo di vitamine nel tempo, ma non dall’effetto immediatamente rimineralizzante. Infine, può sembrare banale sottolinearlo, ma quando il corpo è lievemente disidratato è sconsigliato assumere alcolici, poiché determinano maggiore disidratazione e una richiesta ulteriore d’acqua.

16 settembre 2018
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