Una rivoluzione tecnologica potrebbe, entro i prossimi due anni, salvare la vita a centinaia di rinoceronti. Sono in via di definizione, infatti, i primi prototipi di corno sintetico, pensati per essere il più possibile simili a quelli dei rinoceronti, affinché possano essere impiegati sui mercati asiatici al posto degli originali. Un progetto che, qualora dovesse portare a esiti positivi, potrebbe fortemente limitare il bracconaggio di questi esemplari in Africa.

Il progetto è nato e condotto dalla società Pembient, così come di recente il CEO Matthew Markus ha spiegato dalle pagine di BBC. L’idea è quella di introdurre dei corni di rinoceronte sviluppati in laboratorio, ma al 100% affini a quelli di origine biologica, come validi sostituti sui mercati asiatici. Un progetto che nasce con delle ottime premesse, considerato come già da qualche tempo il mercato cinese abbia accettato una versione sintetica della bile d’orso prodotta da terze parti, una strategia che pare stia portando ottimi risultati nel ridurre i maltrattamenti dei tristemente noti “Orsi della Luna”. Così ha spiegato il CEO di Pempient:

=> Scopri le atrocità subite dagli Orsi della Luna


Negli scorsi mesi, abbiamo prodotto dei prototipi di bassa qualità: sono solidi e non hanno ancora tutte le proprietà del corno di rinoceronte. Ora stiamo lavorando per produrre degli esemplari di alta qualità che siano bio-identici agli originali.

I primi corni in alta qualità potrebbero essere disponibili nel prossimo biennio, così come BBC riferisce. E le speranze sono molte, soprattutto per battere la piaga del bracconaggio che, in Africa, sta letteralmente decimando la popolazione dei rinoceronti disponibili. Questo perché sui mercati asiatici, in particolare in Cina, il corno di questa specie è richiesto sia da collezionisti di oggetti di lusso che per la medicina tradizionale, con costi da capogiro: fino a 60.000 dollari al chilo.

Allo stesso tempo, però, pare vi siano altre questioni da risolvere, così come sempre BBC spiega nel riportare le preoccupazioni del WWF. Sebbene dal punto di vista teorico la strategia dei corni creati in laboratorio possa rivelarsi vincente, è necessario elaborare anche un metodo per distinguere gli esemplari riprodotti da quelli reali. In assenza di questa distinzione, infatti, i prodotti sintetici potrebbero essere sfruttati per coprire illecitamente traffici non consentiti. Inoltre, la mancata distinzione potrebbe rendere difficile il compito delle autorità locali: bloccato un transito, potrebbe risultare complesso stabilire se si tratti di prodotti leciti o vietati, poiché provenienti dal bracconaggio.

13 ottobre 2016
Fonte:
BBC
Lascia un commento