Il commercio del corno di rinoceronte sta raggiungendo livelli allarmanti in Cina, nonostante questa pratica sia considerata illegale dal 1993. È quanto dimostrano le operazioni di monitoraggio dell’Elephant Action League (EAL), con la pubblicazione del report “Grinding Rhino: An Undercover Investigation on Rhino Horn Trafficking in China and Vietnam”, nel dimostrare gli effetti drammatici dei traffici del mercato nero. Un commercio sostenuto dal bracconaggio di esemplari in Africa, sempre più minacciati d’estinzione.

Secondo quanto reso noto dall’organizzazione, la quale ha monitorato per mesi il territorio cinese per intercettare i percorsi dei traffici illeciti nel paese, le corna di rinoceronte sarebbero spesso contrabbandate dal Vietnam alla provincia dello Yunnan, tramite tragitti perlopiù montani. In particolare, sarebbero spesso sfruttati dei bambini per il trasporto delle materie prime derivate dal bracconaggio, poiché la legge impone per loro semplici multe ed eventualmente la confisca dei beni, anziché il carcere.

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Superato il confine, i prodotti derivati dalle specie a rischio verrebbero distribuiti capillarmente in tutto il paese, per finire sia sui mercati di strada che in negozi specializzati nella vendita di oggetti di lusso. Il corno di rinoceronte è molto richiesto in Cina, poiché non solo rappresenta uno status symbol, ma è anche largamente impiegato in alcuni ritrovati della medicina tradizionale.

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Oltre ai rinoceronti, l’organizzazione ha scovato il traffico e la vendita di prodotti derivati da altri animali, quali l’avorio dagli elefanti, pelle e parti di tigre e pangolini. I dati raccolti sono stati quindi inoltrati alle autorità cinesi e vietnamite, affinché possano essere prese misure deterrenti, nonché alle istituzioni preposte negli Stati Uniti. Il report è composto da oltre 200 pagine, così come riferisce il Telegraph, con allegate migliaia di fotografie e numerose ore di girati video, tali da identificare almeno 55 responsabili.

19 luglio 2017
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