Il coriandolo è una pianta aromatica, nota anche come prezzemolo cinese, sempre più in voga in cucina. Noto sin dall’antichità, soprattutto dalle popolazioni del Mediterraneo, quali sono le procedure per coltivarlo autonomamente in balcone oppure in orto?

Dal profumo davvero intenso, l’utilizzo del coriandolo è oggi largamente connesso alla cucina, dove trova applicazione nelle più svariate ricette, sia d’origine europea che orientale. Eppure in passato, soprattutto ai tempi dei Micenei, veniva considerato una pianta d’elezione, tanto da essere spesso scelta per offerte e altre consuetudini rituali. Di seguito, tutte le informazioni utili.

Cosa sapere prima di coltivare il coriandolo

Il Coriandrum Sativum, conosciuto anche come prezzemolo cinese o cilantro, è una pianta erbacea della famiglia delle Apiaceae. In questo gruppo si trovano altri esemplari aromatici dalle caratteristiche assimilabili, come il prezzemolo, il finocchio, il cumino e l’aneto. Il nome deriva dal greco “corys”, ovvero cimice, e da “ander”, cioè somigliante. Questo nome fu descritto per la prima volta da Plinio, per sottolineare l’odore tipico dei frutti spremuti o dallo sfregamento delle foglie.

Originario del Mediterraneo, è conosciuto sin dai tempi degli antichi egizi. La pianta si caratterizza per un fusto dritto e solido, da cui partono foglie e ramificazioni che vagamente ricordano il prezzemolo. Il frutto, ovvero i semi utilizzati come spezia, nascono da peculiari inflorescenze a ombrello.

Il clima di riferimento varia a seconda delle varietà prescelta. In linea generale, il coriandolo non ama le temperature eccessivamente fredde, poiché teme le gelate. Allo stesso modo, però, nemmeno i climi eccessivamente caldi sono utili al corretto sviluppo della pianta. Le varietà da seme sono indicate per gli ambienti miti e tendenti al freddo, quelle da foglia riescono invece ad adattarsi anche a temperature lievemente più elevate. In ogni caso, però, l’esposizione dovrà essere sempre al sole, con gli adeguati ripari per le piogge intense o la grandine.

Il coriandolo non è particolarmente esigente a livello di terriccio utilizzato, sebbene si preferisca un terreno morbido, altamente drenante, meglio se concimato a compost. Migliori risultati, non ultimo, si ottengono con terreni con PH tra il 6.2 e il 6.8.

La semina avviene solitamente in primavera, tra inizio aprile e le prime settimane di giugno, mentre l’annaffiatura dipende molto dalla zona in cui si risiede. Non è una pianta che richiede un grande apporto d’acqua, quindi d’estate potrebbe essere sufficiente un’annaffiatura settimanale, mentre l’inverno i normali fenomeni atmosferici potrebbero essere più che sufficienti. Ovviamente, giunta la stagione fredda, bisognerà prendere tutte le accortezze per evitare il coriandolo muoia per gelate improvvise: utile predisporre un riparo e coprire le radici con paglia o foglie secche.

Coltivazione in balcone e in orto

Il coriandolo può essere facilmente coltivato sia in vaso, meglio se all’aperto come su un balcone, che in orto. La semina è solitamente primaverile se si desidera una varietà da seme, mentre per le semplici foglie può essere effettuata in qualsiasi momento dell’anno, anche in serra.

Qualora si optasse per la coltivazione in vaso, il contenitore andrà opportunamente predisposto. In un vaso profondo almeno 20 centimetri, si pone sul fondo un letto di cocci oppure di ghiaia, per facilitare il drenaggio dell’acqua. Si riempie quindi con il terriccio morbido, meglio se completo di compost finemente tritato, e si mescola adeguatamente per distribuire in modo uniforme le sostanze nutritive. In giardino o in orto, invece, è consigliata una zappatura preliminare per arieggiare il terreno e renderlo così più adatto.

I semi vengono posti a circa 2 centimetri di profondità, ricoperti con uno strato sottile di terriccio. In orto, è bene prevedere circa 30 centimetri da una pianta e l’altra, poiché la crescita potrebbe essere cespugliosa. I primi germogli spuntano dopo circa due settimane, mentre al raggiungimento dei 5-10 centimetri d’altezza è utile sfoltire la pianta, eliminando le ramificazioni più estese. Queste prime foglie colte dovrebbero essere già pronte per l’utilizzo in cucina. Quando le piante hanno raggiunto i 15-20 centimetri d’altezza, possono essere raccolte. Si prediligono però le foglie più fresche, perché quelle vecchie tendono ad avere un sapore amarognolo. Se invece si preferisse la raccolta dei frutti, bisognerà attendere la fioritura del coriandolo.

23 febbraio 2015
I vostri commenti
gaetano gazzillo, lunedì 12 ottobre 2015 alle21:06 ha scritto: rispondi »

ogni tanto informatemi come coltivare piante aromatiche che si usano in cucina ecome si coltivano ortaggi vari.

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