Una strategia nazionale per garantire l’aumento della quantità e qualità della raccolta differenziata della plastica. Legambiente e Corepla lanciano questa proposta da Palazzo Rospigliosi a Roma dove questa mattina i principali operatori del settore si sono incontrati in occasione del convegno “Un cluster d’eccellenza nazionale: il riciclo della plastica”.

Ad aprire la mattinata è stato Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente, che ha delineato in modo preciso i 5 punti, condivisi con Corepla, che potrebbero consentire, se applicati, di arrivare all’eliminazione delle discariche nel 2020, riuscendo a riciclare tutti i rifiuti plastici, ma non solo:

  1. Penalizzazione economica della discarica. Occorre penalizzare lo smaltimento in discarica con un aumento dei costi di conferimento attraverso la rimodulazione del tributo speciale. Sconti progressivi per i comuni virtuosi.
  2. Promozione degli acquisti verdi.
  3. Massimizzazione della riciclabilità.
  4. Promozione dell’informazione e della fiducia dei cittadini.
  5. Tariffazione puntuale che premi i comportamenti virtuosi per le utenze domestiche o produttive.

Giorgio Quagliuolo, presidente di Corepla, ha condiviso le proposte di Legambiente e ha messo in luce come i dati del consorzio riguardo al riciclo della plastica siano lusinghieri ma l’obiettivo è continuare a migliorare:

Desideriamo migliorarci ancora innalzando gli obiettivi di raccolta ed esplorando ulteriori opportunità di riciclo e recupero, individuando nuove applicazioni e sbocchi di mercato per il materiale riciclato. L’obiettivo “zero discarica nel 2020″ potrà essere raggiunto anche liberando risorse economiche oggi impegnate ad avviare a recupero energetico gli imballaggi in plastica difficili da riciclare, risorse che il consorzio potrebbe destinare ad iniziative volte all’incremento degli indici di riciclo.

Per il presidente del consorzio oltre riciclo è importante affrontare anche il discorso delle termovalorizzazione dei rifiuti plastici:

Se vogliamo arrivare a discarica zero la termovalorizzazione deve avere un ruolo. Noi siamo per il riciclo però non ci possiamo nascondere che c’è una parte dei materiali non riciclabili, questi materiali se correttamente termovalorizzati non crea nessun danno ambientale. Penso che bisogna iniziare a domandarci se stiamo usando i termovalorizzatori in maniera corretta.

Le parole dei rappresentanti di Legambiente e Corepla hanno avuto l’appoggio anche del ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti che, in un video messaggio proiettato a Palazzo Rospigliosi, ha ribadito l’importanza de riciclo:

Desidero che nel 2020 i prodotti di plastica non vadano più in discarica. Ritengo che il target di rifiuti zero in discarica non valga solo per la plastica ma per tutti i prodotti. Ogni volta che ricicliamo del materiale creiamo posti di lavoro. L’economia circolare ci renderà competitivi a livello europeo.

L’obiettivo di arrivare a “imballaggi in plastica zero in discarica al 2020″ è ambizioso, ma gli intenti comuni degli attori in campo potrebbero consentire all’Italia di ottenere questo importante risultato.

1 aprile 2015
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I vostri commenti
Concetta, mercoledì 1 aprile 2015 alle23:37 ha scritto: rispondi »

l'obbiettivo non deve essere il riciclo degli imballaggi in plastica ma L'AZZERAMENTO dei materiali non biodegradabili per gli imballaggi! BASTA con le vaschette usa e getta perfino per noci e carote! siamo veramente alla follia.

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