COP24 in Polonia, WWF: sul carbone governi UE alla prova

Ha preso il via ieri a Katowice la COP24. La 24esima conferenza sul clima è una delle tappe di avvicinamento alla roadmap verso la decarbonizzazione. Un evento di rilievo al quale tuttavia non parteciperanno i capi di governo mondiali in quanto ritenuta unicamente un’occasione “formale” nella quale produrre le istruzioni necessarie (il cosiddetto Rulebook) a centrare gli obiettivi stabiliti nel 2015 con l’Accordo di Parigi di contenimento del riscaldamento globale entro i 2 gradi centigradi (o il più ambizioso traguardo 1,5°C).

=> Leggi quali sono i punti chiave dell’Accordo di Parigi sul clima

Un apparente controsenso la scelta della Polonia come Paese ospitante la COP24, come sottolineato anche da WWF Italia, che attraverso la responsabile Clima Energia Mariagrazia Midulla ha sottolineato l’importanza di un rapido addio al carbone. Fonte fossile difesa proprio dallo Stato nel quale si sta svolgendo la Conferenza delle Parti:

L’elefante nella cristalleria dei negoziati sul clima è, purtroppo, ancora il carbone. Negli USA l’effetto Trump è stato quello di accelerare, nonostante le intenzioni, la chiusura delle centrali a carbone – nel 2018 se ne chiuderanno per 14.3 GW, il doppio dei 7 GW del 2017 – a dimostrazione che è una tendenza ormai inarrestabile. In Europa il carbone è in declino, ma è proprio la Polonia, che ha la presidenza della COP, che cerca di convincere la Unione Europea a ‘sussidiare’ il combustibili più nocivo per il clima, la salute e l’ambiente.

Domani il trilogo UE deciderà se assegnare persino alle centrali più inquinanti, quelle a carbone, i meccanismi di capacità, vale a dire una remunerazione dovuta al solo fatto di poter produrre energia, come chiede la Polonia. Ci auguriamo che l’Italia faccia sentire la propria voce e blocchi tale sussidio sporchissimo, questo sì degno di una mobilitazione contraria dei consumatori.

=> Leggi l’allarme ISS sul clima: appena 20 anni per salvare la Terra

Alle richieste pro-carbone del presidente polacco Andrzej Duda ha risposto Marta Anczewska, responsabile delle politiche climatiche ed energetiche del WWF-Polonia:

La scienza ci dice che dobbiamo raggiungere zero emissioni nette prima del 2050 se vogliamo raggiungere gli obiettivi di Parigi ed evitare le conseguenze peggiori del cambiamento climatico. La posizione del presidente Duda è in netto contrasto con l’ambizione richiesta in questo round di negoziati sul clima. Il carbone non ha posto nei futuri sistemi energetici per limitare il riscaldamento a 1,5°C. La Polonia può e deve invece accelerare una transizione giusta verso un’economia a zero emissioni.

Da qui al 14 dicembre, data di conclusione della COP24, le nazioni intervenute dovranno mettere a punto un “Rulebook” che definisca i metodi di finanziamento relativi alla decarbonizzazione, chi sarà chiamato a verificare i progressi compiuti dagli Stati firmatari. Un processo ostacolato dai diversi e contrastanti interessi dei 196 Paesi coinvolti e dall’aperta opposizione alle politiche climatiche degli Stati Uniti.

Di ieri le dichiarazioni di Walter Ricciardi, che ha sottolineato la necessità di interventi urgenti e ambiziosi. Secondo il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità sono rimasti appena 20 anni per intervenire sui cambiamenti climatici, trascorsa tale data i danni prodotti al Pianeta saranno irreversibili.

4 dicembre 2018
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento