Per le rinnovabili un potenziale che va ben oltre l’Accordo di Parigi. Ad affermarlo è IRENA, International Renewable Energy Agency, secondo la quale eolico, fotovoltaico e le altre fonti verdi avrebbero margini di crescita superiori a quelli necessari per contenere il riscaldamento globale entro i 2 gradi centigradi.

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Stando a quanto sostenuto da IRENA nel rapporto “Untapped Potential for Climate Action” il vero potenziale di crescita delle rinnovabili verrebbe sottostimato nei piani nazionali, NDC o Nationally Determined Contributions, redatti in occasione di Parigi 2015. Nel documento l’agenzia confronta tali obiettivi “volontari” con quelli “incondizionati”, ovvero i traguardi che ciascuna nazione ha dichiarato di voler perseguire per proprio conto, a prescindere dagli accordi internazionali.

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Un confronto operato anche in relazione ai costi di generazione elettrica e alla competitività con i combustibili fossili. Secondo le stime IRENA sarebbero così necessari oltre 1.700 miliardi di dollari al 2030 per centrare gli obiettivi relativi sia agli obiettivi volontari che a quelli incondizionati. Se ciò accadesse l’incremento della potenza cumulativa per le energie rinnovabili risulterebbe del 76% in 15 anni (periodo 2015-2030).

Malgrado ciò la stretta osservanza dei piani nazionali favorirebbe una crescita di appena 3,6%, inferiore all’8,5% registrato tra il 2010 e il 2016. Riuscendo a far combaciare i rispettivi NDC con quelle che sarebbero le reali possibilità delle energie rinnovabili, tali fonti sarebbero potenzialmente in grado di passare da 1.400 a 4.600 GW di potenza installata dal 2014 al 2030.

14 novembre 2017
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