Si è aperta ieri a Marrakech in Marocco la 22esima Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. La COP22 proseguirà fino al 18 novembre 2016. Si tratta di un appuntamento importante per il futuro del Pianeta perché i leader globali discuteranno delle politiche per rendere efficace l’Accordo di Parigi.

L’intesa, siglata alla COP21 a dicembre 2015, è entrata in vigore il 4 novembre scorso dopo la ratifica di 97 Paesi, responsabili di almeno il 55% delle emissioni globali.

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I Paesi che hanno firmato gli impegni di Parigi dovranno presentare piani concreti per decarbonizzare le loro economie e ridurre le emissioni di gas serra. I leader mondiali si sono impegnati a contenere l’aumento delle temperature globali a 2°C rispetto ai valori pre-industriali e a compiere tutti gli sforzi necessari per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C.

Questi target sono stati purtroppo ritenuti insufficienti dall’UNEP, che in un recente studio ha profilato scenari catastrofici per l’umanità anche con un aumento delle temperature contenuto. Ciononostante Marrakech rappresenta una svolta importante nella lotta ai cambiamenti climatici.

I Paesi più inquinanti, dagli USA alla Cina all’India, si sono finalmente coalizzati e stanno investendo tempo e risorse nella mitigazione del riscaldamento globale, puntando sulle energie rinnovabili e su tecnologie a basse emissioni di carbonio.

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In Marocco gli Stati Uniti di Obama potranno confermare i loro impegni, assicurando che vengano perseguiti almeno per i prossimi 4 anni anche in caso di elezione alla presidenza di Donald Trump, candidato apertamente contrario ad agire per il clima.

Alla COP22 i Paesi firmatari dovranno indicare come raggiungeranno la riduzione delle emissioni di gas serra; dove e quante risorse reperiranno per affrontare i cambiamenti climatici; i metodi scelti per documentare con trasparenza i progressi compiuti almeno ogni 5 anni.

Le potenze mondiali dovranno inoltre confermare il loro impegno a versare 100 miliardi di dollari all’anno in un fondo destinato ai Paesi in via di sviluppo. Le nazioni povere non possiedono le risorse logistiche ed economiche necessarie alla transizione verso le energie rinnovabili e all’attuazione delle politiche di adattamento al riscaldamento globale.

La COP22 ospiterà inoltre le trattative dei Paesi che hanno firmato il protocollo di Kyoto. Gli esperti avvertono che per scongiurare il peggio i Paesi dovranno mantenere fede agli impegni assunti a Parigi e fissare al più presto target ancora più ambiziosi.

Entro 5 anni tutte le centrali a carbone dovranno essere chiuse. Entro il 2050 l’industria energetica dovrà azzerare le sue emissioni. L’Italia per centrare i suoi target climatici dovrà ridurre le emissioni di gas serra di oltre il 70% entro il 2050.

8 novembre 2016
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