Si è conclusa a Marrakech la COP22. Positivo l’esito della 22esima Conferenza delle Parti ONU secondo Greenpeace, che è intervenuta a margine dell’evento per sottolineare la necessità di tradurre ora in pratica il definitivo stop alle fonti fossili.

=> Allarme clima dalla COP22, 2016 probabile anno più caldo di sempre, leggi i dettagli

Molte le novità di rilievo emerse durante la COP22 di Marrakech, a cominciare dal nuovo obiettivo del Marocco (Paese ospitante) del 52% di rinnovabili elettriche entro il 2030 per arrivare dalla conversione (da città del carbone a centro per le rinnovabili) di Yilin (Provincia di Shaanxi) e alla lotta all’inquinamento in Cina. Importante anche il taglio operato dal Brasile ai sussidi alla fonti fossili (-1 miliardo di dollari).

=> Leggi le ultime novità sui cambiamenti climatici

Inoltre dai 47 Paesi più colpiti dagli effetti dei cambiamenti climatici è arrivato l’annuncio di voler puntare per il futuro al 100% di fonti rinnovabili. Un esito importante e chiaramente positivo secondo quanto ha sottolineato Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia:

Durante queste due settimane abbiamo constatato una rinnovata determinazione ad andare avanti con quanto definito dagli accordi di Parigi. Se però i governi vogliono essere seri e coerenti, nessun nuovo progetto di estrazione di combustibili fossili dovrebbe essere d’ora in poi autorizzato.

Per evitare catastrofi climatiche dobbiamo inoltre proteggere le foreste e gli oceani, muoverci verso un’agricoltura sostenibile e puntare a un Pianeta 100 per cento rinnovabile. Noi saremo la generazione che porrà fine all’era combustibili fossili.

Attenzione ora che si concentra nel sostenere i Paesi maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici, conclude lo stesso Onufrio, in attesa che il Governo italiano faccia davvero la sua parte sul fronte rinnovabili:

Nonostante sia venuto meno ancora una volta l’impegno a sostenere proprio i Paesi che soffrono maggiormente a causa dei cambiamenti climatici, l’obiettivo della Conferenza, ovvero concordare un piano di lavoro per aggiornare i nuovi obiettivi entro il 2018, è stato raggiunto.

Ora bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi due anni, sia a livello globale che in Italia, dove il nostro governo si mostra sempre prodigo di belle parole, a cui però raramente fa seguire azioni concrete.

21 novembre 2016
In questa pagina si parla di:
Lascia un commento