La serie di attentati terroristici che ha colpito Parigi il 13 novembre scorso ha acceso i riflettori sulla questione sicurezza alla COP21. Il governo francese ha deciso di non cancellare la conferenza internazionale sul clima in programma a dicembre nella capitale. L’appuntamento è decisivo per trovare un accordo globale contro i cambiamenti climatici.

A escludere categoricamente la cancellazione o il rinvio del summit internazionale è stato il ministro degli esteri francese Laurent Fabius. La COP21 si svolgerà come previsto a Le Bourget, appena fuori Parigi, dal 30 novembre all’11 dicembre.

Alla COP21 sono attesi leader provenienti da tutto il mondo, da Putin a Obama. Per garantire l’incolumità delle delegazioni internazionali le misure di sicurezza verranno rafforzate. A dispetto delle rassicurazioni del governo francese, il CNR teme che i recenti attentati terroristici possano influire negativamente sull’esito della conferenza sul clima. Secondo quanto ha sottolineato Enrico Brugnoli, a capo del dipartimento Terra Ambiente del Cnr-Disba, occorre rispondere con fermezza alla minaccia terroristica:

Questo grande evento, che suscita tante speranze per la risoluzione della crisi climatica, dovrebbe svolgersi nel segno della pace e della convivenza civile di tutti i popoli uniti per il nostro Pianeta, senza distinzioni politiche, culturali e religiose.

Auspichiamo quindi una risposta globale per impedire ai terroristi di influenzare negativamente questa importante conferenza.

Brugnoli ha poi espresso il cordoglio del CNR e della comunità scientifica ai familiari delle vittime degli attentati del 13 novembre. A poche settimane dall’inizio dei lavori della COP21 il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ribadito al Presidente francese François Hollande il suo impegno per un accordo “ambizioso e duraturo”.

La telefonata tra Obama e Hollande ha messo a tacere le polemiche divampate dopo le dichiarazioni di John Kerry. Il segretario di stato americano aveva espresso al Financial Times tutto il suo scetticismo sulla firma di un accordo vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra. I timori di Kerry sono stati prontamente spazzati via da Obama e dai leader europei che si sono dichiarati fermamente intenzionati a firmare un nuovo patto per il clima che permetta di proseguire il percorso avviato con il Protocollo di Kyoto.

16 novembre 2015
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