La lotta ai cambiamenti climatici deve basarsi su un accordo vincolante per la riduzione delle emissioni. A sostenerlo è il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, volato a Parigi per la COP21, chiedendo un’intesa internazionale concreta e duratura per mitigare il riscaldamento globale.

Secondo Renzi occorre agire subito, evitando altri “accordi scritti sulla sabbia” e scongiurando un fallimento simile a quello avvenuto al summit sul clima di Copenhagen. Il Presidente del Consiglio invita i leader intervenuti alla Conferenza ONU a cogliere opportunità di crescita e sviluppo nella lotta ai cambiamenti climatici per lasciare alle generazioni future un Pianeta vivibile.

Renzi ha poi ricordato gli importanti target già centrati dall’Italia sul fronte della riduzione delle emissioni. Dal 1995 a oggi i livelli di gas serra hanno un subito un calo del 23% nel nostro Paese. L’Italia ha inoltre investito ingenti risorse nelle fonti rinnovabili, conquistando la leadership in Europa per quota di energia verde nel mix nazionale.

Renzi ha sottolineato che l’UE è responsabile di appena il 10% delle emissioni di gas serra globali, invitando i Paesi in via di sviluppo e le potenze economiche a fare di più per limitare l’inquinamento:

L’Italia sta facendo la sua parte e non si tira indietro rispetto a passi ulteriori. Il problema è che non tutti a livello mondiale stanno facendo questi sforzi e dunque dobbiamo forzare in questa direzione.

Il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti a Parigi insieme a Renzi si è mostrato fiducioso sull’esito della COP21. Per la prima volta oltre 160 Paesi presenteranno piani concreti per la riduzione delle emissioni:

Questa è davvero l’ultima occasione, ma credo che ci siano tutte le premesse per un accordo ambizioso e virtuoso. Qui a Parigi ci saranno più di 150 capi di Stato: anche quelli che rappresentano nazioni in guerra tra loro saranno uno a fianco all’altro. È un segnale importante.

Anche Barack Obama ha espresso ottimismo, sostenendo che gli Stati Uniti sono pronti ad assumersi le loro responsabilità:

Riconosciamo il nostro ruolo nell’aver creato il problema e siamo pronti a fare qualcosa in proposito. Possiamo cambiare il futuro qui e adesso.

Il segretario dell’ONU Ban Ki-moon ha invocato un accordo in grado di contenere l’aumento delle temperature al di sotto dei 2°C rispetto ai livelli pre-industriali. Una posizione condivisa dal leader russo Vladimir Putin che ha annunciato una riduzione delle emissioni nazionali del 30% entro il 2030.

1 dicembre 2015
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