Siamo al secondo giorno della COP21 di Parigi, un evento tanto atteso poiché decisivo nel determinare quello che sarà il nostro futuro prossimo e lontano. Da parte di ambientalisti, cittadini consapevoli, qualche leader politico e ormai anche da parte di molti leader religiosi la preoccupazione è tanta riguardo a cosa ne sarà di questo Pianeta, che forse abbiamo sfruttato per troppo tempo senza preoccuparcene.

Ecco perché i grandi di tutte le religioni del mondo si sono uniti nella campagna “Faiths for Earth” e 4 mesi fa hanno lanciato una petizione su Change.org per chiedere ai governanti mondiali, seduti al tavolo della Conferenza delle parti per discutere su come fermare i cambiamenti climatici, di impegnarsi seriamente e con coraggio nella lotta al surriscaldamento globale.

La petizione, che in Italia ha avuto come primo firmatario l’arcivescovo di Trento monsignor Luigi Bressan, ha appena superato le 320 mila firme. I grandi delle religioni di tutto il mondo hanno scritto una lettera che nella versione italiana è stata indirizzata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon. Vi si legge la loro consapevolezza riguardo cosa dev’essere fatto per invertire finalmente la rotta:

Ci rivolgiamo a voi in quanto responsabili politici affinché rispondiate urgentemente alle minacce provocate dai cambiamenti climatici, provvedendo al conseguimento del 100% di energia rinnovabile da raggiungere come meta entro il 2050.

Occorrono azioni coraggiose come questa per contenere la crescita della temperatura globale al di sotto dell’inaccettabile soglia dei due gradi, eliminando l’inquinamento di carbonio e riducendolo a zero, investendo risorse in sistemi di sviluppo sostenibile per costruire un mondo più fiorente, equilibrato e inclusivo.

Oltre a monsignor Bressan hanno partecipato nelle altre nazioni l’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu, il presbitero e teologo peruviano Gustavo Gutiérrez Merino, l’arcivescovo metropolita di Aparecida, in Brasile, Raymundo Damasceno Assis, il monaco buddista Tep Vong, il teologo islamico egiziano Sheikh Ali Gomaa, il Prof. Dr. Din Syamsuddin, attualmente presidente del Muhammadiyah, organizzazione islamica presente in Indonesia, il rabbino britannico naturalizzato israeliano, Rabbi David Rosen.

Presenti anche il cardinale e arcivescovo cattolico messicano, José Francisco Robles Ortega, il cardinale arcivescovo cattolico nigeriano, John Olorunfemi Onaiyekan insieme al Sultano di Sokoto, Sa’ad Abubakar, a capo della Jama’atu Nasril dell’Islam (Società per il Supporto dell’Islam), il teologo, scrittore di saggistica e vescovo norvegese, Gunnar Stålsett e il Prof. Dr. Mehmet Görmez, a capo degli affari religiosi in Turchia.

1 dicembre 2015
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