Le delegazioni riunite alla COP21 di Parigi hanno redatto una nuova bozza dell’accordo. Ad annunciarlo nelle scorse ore è stato il presidente del summit internazionale Laurent Fabius. Il ministro degli esteri francese ha spiegato che il nuovo testo ridotto da 48 a 29 pagine non è quello definitivo perché restano almeno 100 punti da definire. Le opzioni ancora aperte saranno oggetto di discussione nelle prossime ore.

Secondo il ministro tra i nodi più difficili da sciogliere figura la riduzione delle emissioni di gas serra a lungo termine. I leader non hanno ancora fissato target ben definiti. La scelta ricade tra una completa decarbonizzazione delle economie per un futuro a emissioni zero e un taglio sostanziale, ma non totale dei gas serra.

Un altro tema su cui il dibattito resta aperto riguarda le risorse finanziarie da destinare alla lotta ai cambiamenti climatici e agli aiuti ai Paesi poveri più colpiti dall’aumento delle temperature.

Sul riscaldamento globale i delegati sono chiamati a prendere una decisione importante. L’opzione più ambiziosa è il contenimento dell’aumento delle temperature a 1,5°rispetto al periodo pre-industriale, ma resta ancora in ballo anche l’ipotesi del limite di 2°C. Fabius ha chiesto la massima collaborazione ai delegati per arrivare al più presto a un testo definitivo. La nuova bozza di accordo è stata accolta favorevolmente dal ministro dell’ambiente italiano Gian Luca Galletti:

La proposta è un passo in avanti: ora finalmente abbiamo un testo su cui discutere. Ci sono temi aperti, ma mi sembra che ci sia una forte volontà da parte di tutti i Paesi di arrivare all’accordo che tutto il mondo si aspetta.

Legambiente si è mostrata invece più critica in particolare sulla prima “revisione degli impegni” fissata per il 2023. Come ha spiegato Mauro Albrizio, direttore dell’ufficio europeo dell’associazione ambientalista, per quella data un ulteriore aumento delle temperature potrebbe già essere irreversibile:

Non possiamo aspettare altri 8 anni. Si rischia di cristallizzare la traiettoria di riscaldamento verso i 3 gradi. Serve una revisione prima dell’entrata in vigore del trattato, in modo che quando questo sarà operativo gli impegni siano già stati incrementati.

Anche il WWF è preoccupato dalle troppe “parentesi” ancora presenti nella bozza dell’accordo a meno di 2 giorni dalla chiusura della COP21.

L’associazione chiede ai delegati di lavorare incessantemente per giungere a un testo ben definito che tracci una roadmap chiara e ambiziosa contro i cambiamenti climatici. La revisione degli impegni secondo l’associazione ambientalista dovrebbe essere fissata prima del 2020. Un ulteriore ritardo nell’adeguamento dei Paesi alle nuove politiche climatiche causerebbe danni ingenti alla popolazione, al Pianeta e all’economia globale.

10 dicembre 2015
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I vostri commenti
angeli gianfranco, venerdì 11 dicembre 2015 alle9:40 ha scritto: rispondi »

Pierluigi hai assolutamente ragione, ad esempio eliminare gli imballi in plastiche termoformabili per contenere oggetti, dal rocchetto di filo da cucire alle lampadine, usati per poterli appendere alle barrette in acciaio degli espositori (vedi supermercati).

pierluigi.biagioni, giovedì 10 dicembre 2015 alle12:46 ha scritto: rispondi »

APPELLO AI CONSUMATORI DI BUONA VOLONTA' ! CERCHIAMO DI ESSERE NOI LA SPINTA AL CAMBIAMENTO ! NOI CONSUMATORI A SCEGLIERE CIO' CHE VIENE VENDUTO PROVENIENTE DA IMPATTO ZERO ! NOI CHE ACQUISTEREMO IL MINIMO INDISPENSABILE ED IL MIGLIORE NEL SENSO DELLA SALUTE ! PERCHE' E' QUESTA CHE I DELEGATI ALLA COP 21 NON RIESCONO A DONARCI !!! UNIONE CONSUMATORI . SVEGLIAAAAAA !!!!!

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