Le imprese green italiane hanno lanciato un appello al ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti e agli altri leader riuniti alla COP21 di Parigi affinché raggiungano un accordo vincolante per la riduzione delle emissioni.

Le aziende e le organizzazioni che si battono per un’economia circolare e sostenibile hanno discusso i punti principali del documento nel corso degli Stati generali della Green Economy 2015. Nel testo si legge una grande preoccupazione del mondo imprenditoriale italiano per i cambiamenti climatici, definiti la più grave minaccia del nostro tempo.

Le imprese della Green Economy si dicono allarmate dall’aumento delle temperature globali causato dalle emissioni di gas serra. Senza un accordo risolutivo alla COP21 le temperature potrebbero aumentare fino a 4,8°C rispetto al periodo preindustriale. Un incremento che supera di oltre il doppio la soglia di rischio, fissata dall’IPCC a 2°C.

Malgrado i trend catastrofici le imprese green italiane si dicono fiduciose: l’umanità dispone già di tecnologie competitive in grado di limitare il riscaldamento globale. Entro il 2050 è possibile dimezzare le emissioni di gas serra rispetto ai livelli registrati nel 2010 creando nuova occupazione e ricchezza. Nell’appello ai leader riuniti a Parigi le 200 imprese firmatarie avanzano 7 richieste:

  1. Combattere il riscaldamento globale sia a livello nazionale che internazionale per contenere i danni dei cambiamenti climatici, stimati in 3,5 miliardi di euro all’anno;
  2. Raggiungere un accordo equo e vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra, aiutando i Paesi in via di sviluppo a mitigare il riscaldamento globale;
  3. Introdurre una carbon tax e tagliare gli oltre 500 miliardi di euro di sussidi erogati alle fonti fossili;
  4. Migliorare l’efficienza energetica in ogni settore, dalla mobilità all’industria, per abbattere drasticamente i consumi di elettricità;
  5. Sostenere la crescita delle energie rinnovabili grazie a nuovi incentivi e allo sviluppo di reti intelligenti;
  6. Avviare una rivoluzione agricola in chiave sostenibile per ridurre l’impatto del settore e renderlo uno strumento di contrasto ai cambiamenti climatici;
  7. Sostenere lo sviluppo di un’economia circolare, fondata sul riciclo e sull’ottimizzazione delle risorse naturali ed energetiche.

Le aziende che hanno sottoscritto l’appello, da Poste Italiane alla Unilever Italia, si sono impegnate a ridurre le loro emissioni per contribuire attivamente alla lotta ai cambiamenti climatici:

Siamo convinti che questa sfida non rappresenti solo un impegno necessario per il nostro futuro, ma che sia anche una concreta opportunità di nuovo sviluppo basato sulle tecnologie pulite, sull’efficienza e il risparmio energetico, sulla mobilità sostenibile e mezzi di trasporto a basse emissioni.

30 novembre 2015
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