Il ministro dell’ambiente italiano Gian Luca Galletti nel suo intervento alla COP21 di Parigi ha invitato i leader presenti al summit sul clima a investire nella decarbonizzazione dell’economia.

Galletti ha invocato un nuovo modello di sviluppo economico e sociale capace di ridurre le disuguaglianze, creare benessere e tutelare l’ambiente:

Dobbiamo lasciare Parigi con un’intesa storica di responsabilità nei confronti delle future generazioni. Un’intesa di civiltà che ha tanto più valore in questi tempi e in questa città, segnata quest’anno dall’odio cieco e dalla barbarie terroristica.

Il ministro dell’ambiente ha ricordato l’impatto devastante dei cambiamenti climatici sulla popolazione mondiale colpita dall’aumento delle temperature, da siccità e inondazioni. Per Galletti siglare un accordo vincolante alla COP21 non è più un’ambizione, ma una necessità:

Non abbiamo più tempo per intese deboli. La Terra non ci dà altro tempo. Gli eventi estremi innescati dal surriscaldamento globale stanno causando con una crescita esponenziale di frequenza e intensità vittime e danni crescenti in tutto il mondo.

Per Galletti i leader riuniti alla COP21 devono accogliere l’invito rivolto loro da Papa Francesco nell’enciclica Laudato Si’, sostenendo un’ecologia integrale, sociale e ambientale:

Noi possiamo farlo qui a Parigi: ridefinire il progresso per l’umanità, per costruire tutti assieme un futuro migliore.

Galletti ha ricordato gli obiettivi già raggiunti dall’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici, sottolineando che la riduzione delle emissioni di gas serra del 20% è stata conseguita senza sacrificare la crescita economica. Il ministro chiede ai leader target vincolanti sottoposti a revisioni periodiche per reagire tempestivamente all’intensificazione dei cambiamenti climatici.

L’accordo per Galletti dovrà anche essere solidale nei confronti delle nazioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Occorrerà tutelare soprattutto le aree fragili: isole, deserti e montagne. Negli ecosistemi montani oggi vivono 915 milioni di persone pari al 13% della popolazione mondiale. Le comunità montane rivestono un ruolo cruciale per la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali.

Il compito della comunità internazionale è aiutarle a mitigare il riscaldamento globale mettendo in campo nuovi strumenti, politiche incisive e risorse finanziarie. Bisognerà compiere ogni sforzo per accogliere le richieste delle nazioni più povere limitando l’aumento delle temperature a 1,5°C.

Il contributo dell’Italia alla lotta internazionale ai cambiamenti climatici sarà generoso. L’Italia stanzierà 4 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni e aiuterà i Paesi africani a far decollare l’industria delle rinnovabili per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e garantire un accesso più equo all’energia.

9 dicembre 2015
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