Non arriveranno buone notizie per il clima dalla COP21 di Parigi. Questo uno dei pricipali aspetti che viene delineato all’interno del XIII rapporto “Gli Italiani e il Solare”, reso noto durante i lavori del convegno “Smart cities ed economia circolare” organizzato da Fondazione UniVerde e IPR Marketing in collaborazione con Cobat.

Alla base di tale scetticismo da parte degli italiani secondo Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, la poca fiducia nella concretezza dei governi:

Gli italiani sono scettici sulla COP21. La maggioranza ha piena coscienza che i cambiamenti climatici rappresentano una grande emergenza. Il 51% ritiene che i governi siano ipocriti e ha poca fiducia nella possibilità che vengano prese decisioni concrete e vincolanti. Ecco perché occorre un’azione più convinta per realizzare le Smart Cities e per far conoscere quell’economia circolare che da sempre più lavoro e le best practice che già anticipano un futuro sostenibile.

Gli italiani sarebbero invece sempre più innamorati dell’energia solare e delle fonti rinnovabili, tanto da raggiungere una percentuale di gradimento a novembre 2015 pari all’87%. Stesso risultato per quanto riguarda i sostenitori di nuovi investimenti nel settore solare, mentre si arriva al 90% considerando coloro che ritengono questo tipo di energia ecocompatibile.

Vorrebbe fare uso di energia solare il 68% degli intervistati e l’88% la ritiene sicura. È però il 62% a vedere come ancora troppo difficoltoso l’iter burocratico, il 46% la considera invece dispensiosa. Come ha sottolineato Pecoraro Scanio:

L’energia solare è sempre più sostenuta dai cittadini, ma ostacolata da leggi e burocrazie. Servono norme chiare e durature anche per lo stoccaggio di energia da fonti rinnovabili diffuse e per il riciclo degli impianti a fine vita.

Riguardo all’attività di riciclo dei moduli fotovoltaici si è dimostrato ancora poco informato il 75% degli intervistati. Sceglierebbe in caso di acquisto produttori che assicurano “ritiro gratuito” e “corretto smaltimento” il 51% degli italiani, mentre un generale contenimento dei costi farebbe aumentare la percentuale fino all’89%.

Buona anche il giudizio degli italiani per le altre fonti rinnovabili, in modo particolare per l’eolico (positivo per il 64% degli intervistati). Scende invece il gradimento per le fonti fossili: petrolio, nucleare e carbone sotto il 2%, gas metano al 4%.

Italiani ottimisti (79%), anche se spesso disillusi, riguardo l’obiettivo 100% rinnovabili al 2050. Ampio il consenso sull’istituzione di una carbon tax sulle attività responsabili per le emissioni di CO2 (83%). Più informati sui sistemi di accumulo gli over 54 e i residenti nel Nord e Centro Italia, mentre l’89% degli intervistati ritiene necessaria l’istituzione di appositi incentivi. Disponibile a investire su sistemi combinati fotovoltaico e batterie il 39%, mentre il 42% direbbe sì solo se i costi non fossero eccessivi.

24 novembre 2015
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, venerdì 27 novembre 2015 alle23:33 ha scritto: rispondi »

Concordo con Pierluigi, ma non mi faccio illusioni, l'esperienza mi ha insegnato che la funzione principale dei cosiddetti "grandi" è quella di tranquillizzare l'opinione pubblica e fare un monte di promesse, ma dietro chi tira i fili sono i grandi "interessi economici".

pierluigi, martedì 24 novembre 2015 alle21:13 ha scritto: rispondi »

Sono un Verde, e continuo a sperare che i c.d. "grandi", riescano ad esserlo anche nella sostanza e non solo nel nome che non serve a niente, se non a farli gongolare come tacchini !

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