Ieri a Le Bourget sono iniziati i lavori della COP21 di Parigi. Il summit sul clima si è aperto con un minuto di silenzio per ricordare le vittime degli attentati terroristici che hanno colpito la capitale francese il 13 novembre scorso. A seguire il messaggio di Laurent Fabius, ministro degli esteri francese.

Il presidente della COP21 ha accolto i partecipanti con fiducia e ottimismo, auspicando il raggiungimento di un accordo contro i cambiamenti climatici, costruito giorno dopo giorno grazie al raggiungimento di solidi compromessi tra le delegazioni dei 195 Stati presenti.

Per scongiurare il rischio di un fallimento, memore dell’esito disastroso della conferenza di Copenaghen del 2009, il ministro Fabius ha chiesto ai leader presenti di gestire in modo ottimale il tempo a disposizione, compiendo progressi ogni giorno in direzione di un accordo globale per la riduzione delle emissioni di gas serra. Fabius non ha usato giri di parole affermando come gli accordi siglati all’ultimo minuto siano destinati a fallire:

Fare affidamento su uno “miracolo” dell’ultima notte temo che non sia la soluzione giusta.

Mentre la COP21 prendeva il via per le strade di Parigi si è svolta una marcia simbolica con migliaia di scarpe allineate e messaggi rivolti ai leader. Una manifestazione volta a sostituire la marcia per il clima, annullata per motivi di sicurezza. Anche Papa Francesco e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon hanno aderito all’appello lanciato da Avaaz inviando le loro scarpe.

Le delegazioni sono state accolte anche da un’installazione ribattezzata “Climatesaurus”, volta a sensibilizzare i leader globali sull’impatto dell’inquinamento marino. Si tratta di un serpentone di rifiuti di plastica opera dell’artista italiana Maria Cristina Finucci.

La protesta ha assunto toni più accesi a Place de la Republique dove si sono verificati scontri tra la polizia e alcuni gruppi di manifestanti nel corso di una manifestazione non autorizzata organizzata da Attac con Alternatiba. Gli agenti hanno fermato 208 persone. Alcuni dimostranti a volto coperto hanno lanciato contro i poliziotti gli oggetti lasciati a memoria delle vittime degli attentati di Parigi del 13 novembre. Gli altri manifestanti sono intervenuti nel tentativo di proteggere il memoriale formando un cordone umano.

30 novembre 2015
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