L’accordo globale per la riduzione delle emissioni di gas serra che verrà discusso a dicembre alla COP21 di Parigi rappresenta un’importante opportunità di sviluppo per le imprese italiane e internazionali. A sostenerlo sono i rappresentanti di Confindustria e Kyoto Club riuniti a a Roma per un convegno sullo sviluppo industriale sostenibile.

Dal convegno è emerso che l’industria italiana intravede grandi opportunità di crescita nell’efficienza energetica, nell’integrazione delle fonti rinnovabili e nella mobilità sostenibile. L’imprenditoria del Belpaese ha smesso da tempo di considerare gli obiettivi ambientali come un semplice obbligo. A sottolinearlo è il vicepresidente di Confindustria Gaetano Maccaferri:

L’industria italiana considera ormai da molto tempo il tema della sostenibilità come un’opportunità piuttosto che come un vincolo.

Maccaferri ha spiegato che quello dell’industria restia al cambiamento e al rispetto dell’ambiente è un falso mito. Gli imprenditori italiani da anni stanno investendo risorse in nuove tecnologie a basse emissioni e nello sviluppo di un’economia circolare. Un impegno testimoniato dal periodo d’oro che vive la Green Economy nel nostro Paese, tra i pochi settori che hanno retto alla crisi.

Confindustria auspica che anche le realtà industriali degli altri Paesi siano pronte a raccogliere la sfida di un’economia sostenibile, sposando obiettivi vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas serra.

Gli imprenditori italiani ripongono molte speranze nella COP21 e nel Green Act allo studio del governo Renzi e si dicono pronti a fare la loro parte. Come annunciato da Marcella Panucci, direttrice generale di Confindustria:

Siamo in attesa che il governo definisca le linee guida della futura strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, per la quale stiamo predisponendo un contributo sostanzioso che identifica i settori e le tecnologie sulle quali fare leva per lo sviluppo della Green Economy.

Alla fine di novembre Confindustria presenterà un documento programmatico frutto del confronto avviato con il Ministero dell’Ambiente. Catia Bastioli, presidente del Kyoto Club, invita l’industria ad adottare un nuovo modello produttivo che utilizzi in modo efficiente le risorse naturali ed energetiche, il vero capitale da difendere e promuovere.

Un’opinione condivisa da Ermete Realacci, presidente dalla Commissione Ambiente della Camera. Realacci ha sottolineato che per uscire dalla crisi ambientale ed economica occorre un’inversione di rotta. L’Italia alla COP21 dovrà farsi promotrice del cambiamento, convincendo gli altri Paesi a investire in innovazione sostenibile, bellezza e qualità.

19 novembre 2015
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