L’iter del nuovo Conto Termico si fa sempre più travagliato. Il decreto atteso da oltre un anno accumulerà ulteriori ritardi a causa del braccio di ferro in corso tra la Conferenza Stato-Regioni e il MiSE. Il testo che sostituirà il vecchio Conto Termico verrà approvato dalla Conferenza Unificata soltanto se il Ministero dello Sviluppo Economico acconsentirà a un’importante modifica relativa ai tempi e alle modalità di erogazione dell’incentivo.

Le Regioni chiedono l’erogazione anticipata di una parte dell’incentivo concesso alle amministrazioni pubbliche per gli interventi di efficientamento energetico. L’importo richiesto potrà arrivare fino al 35% del totale. Se le richieste delle Regioni venissero accolte le amministrazioni pubbliche potrebbero prenotare in anticipo l’incentivo.

L’unica condizione necessaria per la richiesta preventiva è di aver già individuato gli interventi da attuare. Anche le pubbliche amministrazioni che non hanno ancora avviato una procedura d’appalto otterrebbero un anticipo sull’incentivo. La richiesta verrebbe inoltrata direttamente al GSE compilando un modello elaborato dal MiSE e allegando una diagnosi energetica dell’edificio.

Dopo l’accordo con l’ESCo e l’assegnazione dei lavori alle pubbliche amministrazioni verrebbe erogata un’ulteriore quota dell’incentivo pari al 15%. Secondo gli esperti il MiSE non accetterà facilmente la condizione posta dalla Conferenza Stato-Regioni. L’approvazione del nuovo Conto Termico potrebbe dunque slittare ulteriormente dopo un anno di confronti infruttuosi.

Le Regioni e il Ministero hanno anche un’altra questione in sospeso. Le Regioni hanno chiesto di estendere l’incentivo per l’efficienza energetica alle ONLUS, alle imprese sociali e a tutti gli enti privati esenti dall’Ires che non possono sfruttare le detrazioni fiscali. Su questo punto il MiSE sembra più propenso a cedere alle richieste delle Regioni.

Nei mesi scorsi il MiSE ha già accolto alcune delle richieste di semplificazione presentate dalle associazioni di settore. L’obbligo di iscrizione ai registri per le caldaie a biomassa e gli impianti di riscaldamento alimentati da pompe di calore è stato eliminato. Inoltre per certificare le spese sostenute verranno accettate anche le ricevute dei pagamenti effettuati online e tramite carta di credito.

Le pubbliche amministrazioni potranno ottenere l’incentivo per altre tre tipologie di interventi: la trasformazione degli immobili in edifici a energia quasi zero; l’acquisto di impianti di illuminazione più efficienti; l’installazione di sistemi domotici per il controllo dei consumi energetici e per il monitoraggio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili.

23 dicembre 2015
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