Conto Termico, incentivi inadeguati per Confindustria

A pochi giorni dalla presentazione del Conto Energia Termico elaborato dal governo per incentivare efficienza energetica e calore rinnovabile, arriva la bocciatura da parte dell’associazione ANIMA/Confindustria che ritiene il provvedimento inadeguato al raggiungimento degli obiettivi strategici che lo stesso Cdm ha individuato per il Paese.

Dichiara Sandro Bonomi, presidente di ANIMA/Confindustria:

Le misure contenute nella bozza del documento inviato alla Conferenza Stato Regioni non sono adeguate per raggiungere gli obiettivi enunciati nella Strategia Energetica Nazionale della quale il Conto Termico dovrebbe essere una delle misure portanti per uno sviluppo “sano” delle rinnovabili, alle quali, peraltro, vengono destinati solo 900 milioni di euro all’anno, un settimo di quanto destinato al fotovoltaico.

Si riapre, pertanto, la “contesa” con le rinnovabili elettriche, accusate dal settore termico di fagocitare le risorse messe a disposizione da parte dello Stato. Eppure, la stessa ANIMA aveva salutato con soddisfazione l’annuncio del Conto Energia Termico, che gli operatori di settore attendevano da molti mesi. Un’esultanza che, evidentemente, una prima lettura dei contenuti è bastata a spegnere.

Troppo bassa, tanto per fare un esempio, la remunerabilità degli incentivi per le pompe di calore, per le quali, sottolinea l’associazione, è prevista una copertura del 15-20% della spesa per le pompe di calore fonte aria e addirittura meno del 10% per quelle fonte acqua. ANIMA, inoltre, contesta la mancanza di incentivazione delle caldaie a condensazione per il settore privato, e ritiene “decisamente inferiore a quanto auspicato” l’incentivo previsto per il solare termico, soprattutto in rapporto agli obiettivi del Piano d’Azione Nazionale per le Fonti Rinnovabili.

Aggiunge Bonomi:

Come federazione che rappresenta le tecnologie impiantistiche per il comfort abitativo, l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche, ANIMA prenderà tutte le iniziative possibili, cominciando dalle Regioni, atte ad apportare le necessarie modifiche alla bozza dell’8 novembre, in modo tale che il Conto Energia Termico diventi quello strumento in grado di passare dal dire al fare.

Oltre alla modifica della bozza del Conto Energia Termico in esame alle Regioni, l’associazione chiede infine di irrobustire la detrazione fiscale del 55%, considerata una misura “fondamentale per riattivare il mercato interno e porre le basi per un efficientamento energetico dell’intero Paese”.

21 novembre 2012
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