Il Conto Energia Termico è una tappa fondamentale per raggiungere gli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale (SEN), ma gli incentivi e i parametri tecnici per le pompe di calore non sono pienamente soddisfacenti. Lo afferma Co.Aer, l’Associazione Costruttori Apparecchiature e Impianti Aeraulici, che ritiene i requisiti tecnici imposti dal decreto per ottenere gli incentivi troppo stringenti. Spiega Giampiero Colli, segretario di Co.Aer:

Oltre alla già evidenziata scarsa remunerabilità delle pompe di calore nell’allegato II del decreto troviamo altri aspetti che, secondo noi, sono fortemente negativi. Nel testo definitivo del decreto è stata, infatti, introdotta una prestazione aggiuntiva che le pompe di calore elettriche aria/aria e aria/acqua devono rispettare per poter accedere agli incentivi: il coefficiente di prestazione minimo con temperatura di bulbo secco all’entrata di -7°C.

Il rispetto di questo ulteriore coefficiente è limitato alle sole zone climatiche E ed F, ma si tratta di un requisito comunque pesante che comporterà ulteriori costi per le aziende.

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Altro punto dolente del decreto sarebbe l’obbligo di certificazione in un laboratorio indipendente degli impianti da incentivare. Questo, secondo Co.Aer, è molto difficile in caso di impianti di grande potenza e di grandi dimensioni:

Il decreto richiede inoltre che le prestazioni delle pompe di calore siano misurate in un laboratorio accreditato; una richiesta che comporta una serie di difficoltà oggettive e, soprattutto per le pompe di calore di grossa taglia, il rischio che i laboratori non siano in grado di riprodurre le necessarie condizioni di prova.

All’associazione, invece, piace molto il fatto che il decreto preveda una tariffa elettrica specifica per le pompe di calore. Tariffa che, però, dovrà essere decisa dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG). Co.Aer afferma che su questo aspetto sta già lavorando da tempo:

Quello delle tariffe elettriche è un argomento che sta particolarmente a cuore al Co.Aer, sul quale stiamo lavorando da anni e su cui continueremo a lavorare nei prossimi mesi. Siamo, infatti, convinti della assoluta necessità di avere per le pompe di calore una tariffa elettrica specifica, non gravata da oneri impropri, che riduca i costi di funzionamento.

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Posizione simile sul tema Conto Energia Termico è quella di Aicarr, l’Associazione Italiana Condizionamento Aria Riscaldamento e Refrigerazione. Secondo Aicarr nel decreto ci sono diversi punti che non vanno:

  • Gli incentivi per le pompe di calore sono molto bassi, difficilmente superiori a un 10-20% del costo sostenuto dall’utente finale. In particolare, sono molto penalizzate sia le utenze residenziali autonome, con potenze installate intorno a 5-7 kWt, sia soprattutto le utenze con potenze installate intorno a 40-100 kWt. Nel primo caso gli incentivi annuali sono dell’ordine di qualche centinaio di euro e in taluni casi addirittura inferiori al costo della documentazione richiesta, nel secondo spesso sono irrisori rispetto al costo dell’impianto;
  • La formula adottata per il calcolo degli incentivi per le pompe di calore considera il valore nominale del COP e non quello medio stagionale (SCOP), che è più indicativo del funzionamento reale, generalmente più alto, e che permette di non tener conto del valore di temperatura di bulbo secco all’entrata di -7°C per tutte le tipologie di macchine con fonte aria, che è un dato non significativo;
  • La stessa formula premia in ogni caso poco l’eccellenza: per esempio, per le pompe di calore acqua-aria un aumento del COP da 4,1 a 5,1 (che rappresenta una scelta tecnologicamente avanzata e comporta investimenti elevati) determina un aumento degli incentivi solo del 6,3%.

Una partenza forse troppo timida, quindi, per il primo Conto Energia Termico. Un po’ tutte le associazioni interessate, infatti, apprezzano il fatto che il decreto tanto atteso sia stato finalmente emanato ma, probabilmente, il Governo poteva fare di più.

Fonti: Co.Aer | Aicarr

24 gennaio 2013
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