Conto Energia Termico: emanazione decreto in arrivo

Il Conto Energia Termico per le rinnovabili che producono calore e non energia elettrica “è in arrivo”. è quanto scrive Milano Finanza affermando che il decreto è ormai pronto e la sua emanazione sarebbe alle porte. Il quotidiano non cita fonti, ma considera il Conto Energia Termico ormai cosa fatta:

È in arrivo il conto energia per le fonti rinnovabili termiche. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza il dicastero dello Sviluppo sarebbe pronto a emanare il decreto ministeriale che stabilirà gli incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e per gli interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni

MF, inoltre, offre anche qualche dettaglio in più su come verranno spalmati gli incentivi. Innanzitutto ammonteranno a 8 miliardi, che verranno recuperati da una accisa sulla bolletta del gas. Poi verranno privilegiati gli impianti di dimensioni minori: per la biomassa sotto i 35 kW termici e per il solare termico sotto i 50 metri quadrati di superficie l’incentivo dovrebbe essere distribuito in due anni, cioè quasi “tutto e subito”.

Gli impianti più grossi verranno incentivati in cinque anni. In ogni caso si tratta di una cifra forfettaria e un limite di potenza incentivabile pari a 500 kW termici per le pompe di calore e per la biomassa e 700 metri quadrati per il solare termico. A questo si aggiunge una specifica attenzione al risparmio energetico, sulla quale però il quotidiano milanese non fornisce ulteriori dettagli.

Il Conto Energia Termico, se sarà come MF lo descrive, dovrebbe quindi sostituire le attuali detrazioni fiscali per il risparmio energetico e verrebbe pagato esclusivamente tramite un ricarico sulle bollette del gas. Il che non mancherà di aprire una nuova polemica.

Mentre i cinque Conti Energia per il fotovoltaico, che produce elettricità, sono stati pagati da tutti in bolletta elettrica, cioè da tutti visto che nessuno vive senza energia elettrica, gli incentivi statali al calore potrebbero essere pagati da chi non ne usufruirà mai. Una buona fetta di quegli 8 miliardi, infatti, andrà a incentivare le biomasse, il geotermico a bassa temperatura e il solare termico che spesso e volentieri è abbinato ai primi due.

Con la bolletta del gas, quindi, si pagano i concorrenti del gas. Il tutto nel paese europeo dove il gas costa di più e che, nella sua nuova Strategia Energetica Nazionale, ha promesso di aumentare le estrazioni nazionali di metano e si è candidato a diventare l’hub sud europeo del gas. Per far scendere i prezzi delle bollette del riscaldamento. Qui qualcosa non quadra…

29 ottobre 2012
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