Contenitori per alimenti: alternativa ecologica da scarti della carta

I ricercatori della University of Delaware hanno messo a punto un nuovo metodo per produrre un materiale alternativo al BPA, infinitamente più sicuro ed ecologico, grazie agli scarti della carta. A descrivere la nuova tecnica è un recente studio presentato al meeting annuale dell’American Chemical Society, in corso in questi giorni a Dallas, in Texas.

Gli scienziati hanno individuato nella lignina un’alternativa ecologica al bisfenolo A, nocivo per la salute. Il BPA è stato bandito dalla produzione dei biberon e di altri contenitori per alimenti destinati ai bambini, ma viene ancora ampiamente utilizzato in gran parte del mondo in tantissimi altri prodotti. Trovare una materia prima in grado di sostituirlo rappresenterebbe pertanto una svolta in campo industriale e permetterebbe di avviare una piccola grande rivoluzione ecologica.

Ogni anno dalla fabbricazione della carta e da altri processi industriali della filiera del legno vengono prodotte circa 70 milioni di tonnellate di lignina. Questo sottoprodotto del legno viene incenerito per produrre piccole quantità di energia. Mediante un processo chimico, i frammenti di lignina potrebbero invece essere convertiti in un composto denominato “bisguaiacol-F”, BGF.

Il BGF ha una forma molto simile a quella del BPA e dunque si candida a diventare il suo sostituto ideale nei processi industriali. Nel giro di un anno i ricercatori intendono dimostrare con esempi concreti la loro tesi, per poi avviare la sostituzione del BPA con il BGF su larga scala già entro i prossimi cinque anni.

Il BPA altera i nostri equilibri ormonali, incidendo sui livelli di estrogeni ed esponendo il nostro organismo a seri rischi per la salute. Il BGF dovrebbe conservare le proprietà termiche e meccaniche del BPA, senza però interferire con gli ormoni prodotti dal corpo umano.

La molecola ideata dagli scienziati americani sarebbe meno tossica per gli umani e per l’ambiente. Inoltre si tratterebbe di una sostanza rinnovabile, proveniente dagli alberi e dagli scarti della lavorazione della carta, al contrario del BPA che deriva dal petrolio, una fonte fossile.

19 marzo 2014
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