Legge sul consumo di suolo: una priorità per il ministro Costa

Il consumo di suolo rappresenta un problema che non può essere ignorato. Gli ultimi dati a disposizione su questo fenomeno, che sono stati forniti dall’Ispra, mettono in evidenza un problema dalle dimensioni sempre più ampie.

La trasformazione di aree agricole naturali in terreni su cui vengono costruiti edifici o infrastrutture in generale può essere definita con una velocità di circa 3 metri quadrati al secondo, una quantità che corrisponde a circa 30 ettari al giorno.

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Si rischia così di perdere una risorsa ambientale molto importante. Ecco perché il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha affermato che a breve sarà fatta una legge apposita per limitare il consumo di suolo.

Il ministro dell’Ambiente è intervenuto alla tavola rotonda organizzata dall’associazione Tes a Roma, che ha avuto come oggetto proprio il problema del consumo del suolo e rigenerazione urbana. Le parole di Costa sono state davvero molto chiare, perché ha fatto presente:

Il mio dicastero si farà garante affinché la legge sul consumo di suolo proceda il più velocemente possibile. E’ una priorità del mio ministero e sarà uno dei miei primi atti, per il quale confido nella collaborazione del Parlamento e delle forze politiche affinché finalmente possa venire approvata.

Quindi il nuovo ministro dell’Ambiente vuole fare del consumo di suolo una priorità, per mettere un argine all’urbanizzazione che mette in pericolo una risorsa non rinnovabile, fondamentale per garantire gli equilibri del nostro ecosistema.

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Il ministro ha spiegato che il suo dicastero si impegnerà per preservare il suolo all’interno dei parchi naturali e delle aree protette, mettendo in atto una vera e propria linea di tutela ambientale.

Anche l’Europa ha richiamato varie volte in questa direzione, nel cercare di diffondere la consapevolezza della rilevanza della tutela del suolo e del patrimonio ambientale in generale.

I dati dell’Ispra che si riferiscono al 2016 evidenziano che la costruzione di nuove coperture artificiali ha riguardato altri 50 chilometri quadrati di territorio negli ultimi tempi. Per questo una legge apposita sarebbe strettamente necessaria.

27 giugno 2018
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