Il consumo di suolo in Italia è un problema dalle dimensioni preoccupanti che va affrontato con una strategia a lungo termine per preservare il territorio dal degrado. A sostenerlo è il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti nel corso del suo intervento in Commissione Ambiente in merito al disegno di legge sul consumo di suolo.

Galletti ha ricordato i dati allarmanti dell’ISPRA sul consumo di suolo in Italia: ogni secondo il Paese perde 6-7 metri quadrati di territorio, sottratti ai terreni agricoli e alle aree naturali per essere cementificati. L’Italia ha già perso 21 mila chilometri quadrati di suolo pari al 7% dell’intero territorio nazionale. Una perdita che incide e mette a rischio ben il 50% del Paese.

Il ministro dell’ambiente ha sottolineato che in alcune città italiane il problema è più marcato con oltre il 50% di superficie amministrata consumata. L’agricoltura è il settore più penalizzato dalla cementificazione selvaggia: tra il 2008 e il 2013 il 60% del consumo di suolo ha sottratto terreni alle coltivazioni. Il 22% del consumo di suolo è avvenuto a svantaggio delle aree aperte urbane mentre il 19% ha compromesso aree naturali e zone costiere.

Galletti ha spiegato che il consumo di suolo sfrenato provoca l’immissione in atmosfera di 5 milioni di tonnellate di CO2 e impedisce all’Italia di rispettivare gli obiettivi comunitari sulla riduzione dei gas serra. Il Governo con il disegno di legge sul consumo di suolo mira ad azzerare il problema entro il 2050 per combattere l’inquinamento e arginare la piaga del dissesto idrogeologico.

I Comuni saranno obbligati a pianificare il territorio seguendo i principi del riuso e della rigenerazione urbana, recuperando gli spazi dismessi e ristrutturando il patrimonio edilizio senza rubare altro suolo all’ambiente naturale. Come ha illustrato Galletti:

Ci sono pezzi di città da ritrovare, laddove sta accadendo i risultati sono ottimi. Ci sono periferie, per usare un termine di Renzo Piano, da “rammendare”, da riportare a qualità estetica e sociale.

Galletti ha poi spiegato che prima di raggiungere l’obiettivo del consumo di suolo zero è prevista una fase di transizione per permettere ai Comuni di adeguarsi:

L’articolo 10 prevede disposizioni transitorie in base alle quali, finché non verrà emanato il decreto previsto all’articolo 3 comma 8 e comunque entro il termine di 3 anni, è consentito il consumo del suolo solo in alcuni casi indicati.

Una clausola di salvaguardia dopo 3 anni impedirà di consumare oltre il 50% del suolo occupato nel quinquennio precedente. Galletti ha ribadito che non ci saranno più condoni edilizi e che la normativa sarà chiara per evitare interpretazioni che lascino la via libera agli scempi edilizi. I Comuni riceveranno il sostegno finanziario del Governo per attuare interventi di bonifica ambientale, recupero dei terreni agricoli dismessi e riqualificazione urbana.

Le Regioni e le Province autonome potranno erogare incentivi e introdurre agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie e le opere di prevenzione del dissesto idrogeologico. Galletti ha ricordato che il rispetto dell’ecosistema è fondamentale per arginare i danni degli eventi meteo estremi e contenere le emergenze:

Aggiungo che questo disegno di legge può costituire un autorevole passo in avanti nel rispetto degli obiettivi strategici di cui parleremo a Parigi, nell’ottica di un’economia tutta circolare, che ha nelle sue parole d’ordine proprio il riciclo e la rigenerazione della materia.

Il ministro ha confermato il fondo da 10 milioni di euro nel Collegato ambiente destinato alla demolizione degli edifici abusivi.

23 ottobre 2015
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