Il Ministero dei Beni Culturali e del Turismo ha dato il via agli Stati Generali del Paesaggio a Roma. Siamo arrivati alla seconda giornata di questo evento, che vuole essere l’occasione giusta per prendere spunto e per riflettere sulle politiche paesaggistiche del nostro Paese, sul come le autorità governative e quelle locali hanno intenzione di procedere per tutelare e valorizzare un bene così prezioso.

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Molti sono i temi di discussione, sia dal punto di vista più specificamente legislativo sia in termini dei progetti per il futuro. Si insiste anche sulla formazione e sulla partecipazione basata sulla cultura del paesaggio. Il ministro Dario Franceschini ha dichiarato che:

Siamo l’unico Paese che tutela il paesaggio nella Carta costituzionale e di questo dobbiamo essere orgogliosi, così come del lavoro fatto negli ultimi dieci anni. Sulla base di questi principi, gli Stati Generali servono a spiegare che bisogna smettere di sprecare il suolo, che è necessario tutelare ancora di più le nostre coste e che lo Stato e le Regioni insieme devono difendere la bellezza del nostro paesaggio, che è un valore assoluto, non solo culturale ma anche economico, perché la bellezza italiana ha un grande valore nel Mondo.

Nel corso dell’evento è stato presentato il primo rapporto sullo stato delle politiche per il paesaggio messo a punto dall’Osservatorio Nazionale per la Qualità del Paesaggio del MiBACT. Da questo rapporto emergono dati allarmanti, perché si stima che ogni giorno in Italia vengano consumati 30 ettari di suolo. Si tratterebbe di circa 3 metri quadrati al secondo.

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Secondo l’ISPRA e l’ISTAT nel 2016 esistevano nel nostro Paese 23 mila chilometri quadrati di territorio ricoperti da costruzioni e vie di comunicazione artificiali. Il consumo di suolo non si ferma, perché si è passati da una percentuale del 2,7% degli anni ’50 a una del 7,6% del 2016.

Spesso si agisce in modo selvaggio, specialmente sulle coste. 15 Regioni hanno perso più del 5% di suolo. Ad essere a rischio sono soprattutto Lombardia, Veneto, Campania e Sicilia. Il problema consiste soprattutto nella mancanza di personale a disposizione delle soprintendenze. Mancano architetti e quelli che sono in servizio hanno anche altri compiti. In questo modo non si riesce a garantire la completa tutela del paesaggio e del suolo naturale.

26 ottobre 2017
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