Consumo di suolo in Italia: inarrestabile secondo i dati ISPRA

Non si arresta il consumo di suolo in Italia, con la superficie naturale che si è ridotta di 52 chilometri quadrati nel solo 2017. A rivelarlo è il rapporto “Consumo di Suolo in Italia 2018″ redatto da ISPRA-SNPA, che vede nelle Regioni del Nord-Est le zone più interessate dal fenomeno. Intaccate dal cemento anche coste e aree protette, che nonostante i vincoli a cui sono sottoposte vedono oltre 350 mila ettari (l’8% del totale) invasi dalle costruzioni umane (in diversi casi non abusive).

Per quanto riguarda consumo di suolo e rischio idrogeologico, il 6% delle costruzioni che hanno “mangiato” nuovo terreno si trovano in aree soggette a frane, mentre il 15% si trova esposto a pericolo idraulico medio. La densità maggiore di nuova superficie occupata è situata nelle aree costiere, mentre tra le zone protette in “vetta” si trovano i parchi nazionali dell’Arcipelago di La Maddalena, del Vesuvio e del Circeo.

=> Leggi le dichiarazioni del ministro Costa sul consumo di suolo

Maglia nera assoluta secondo l’ISPRA al Parco nazionale dei Monti Sibillini, che conquista il triste primato con più di 24 ettari di territorio consumato. A seguire un altro grande parco nazionale, quello del Gran Sasso e Monti della Laga (circa 24 ettari). A commento del rapporto ISPRA è intervenuta anche Donatella Bianchi, presidente WWF Italia, che ha dichiarato:

Il consumo del suolo è una malattia che debilita l’Italia e che, dopo aver cancellato buona parte della fascia costiera e reso irriconoscibili le aree interne, si sta ora propagando alle aree più pregiate del Paese, come evidenziano i dati ISPRA che assegnano la maglia nera del consumo del suolo nelle aree protette ai due parchi dei Monti Sibillini e del Gran Sasso-Monti della Laga, che più sono stati colpiti dal sisma del Centro Italia 2016-2017.

Questa malattia che affligge il Belpaese non solo si può ma si deve curare riprendendo innanzitutto il percorso del disegno di legge sul “Contenimento del consumo del suolo e riuso del suolo edificato” che, nella passata legislatura, dopo essere stato approvato nel 2016 dalla Camera, si è interrotto al Senato.

Partendo da quest’ultimo testo su cui la Commissione Ambiente di Palazzo Madama aveva proposto modifiche importanti e su cui si erano registrate significative convergenze politiche, con alcune modifiche per cancellare i meccanismi meno efficaci nel contenere le nuove edificazioni, sarebbe possibile dotare finalmente l’Italia di una normativa innovativa ed efficace.

17 luglio 2018
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