Le città esplodono verso le periferie, le periferie sottraggono terreno alle campagne, il tutto mentre i centri storici crollano a pezzi e l’emergenza abitativa non accenna a diminuire. Un ritratto dell’edilizia italiana a dir poco decadente quello tracciato da Legambiente nel suo ultimo dossier sul consumo di suolo in Italia. Il report ha un titolo che invita all’azione: “Basta case vuote di carta”. La cementificazione selvaggia avanza senza freni, secondo i dati Ispra sono oltre 720 i chilometri quadrati di suolo divorati negli ultimi 3 anni.

Per mappare l’emergenza e avere un quadro più chiaro delle aree maggiormente a rischio, Legambiente ha lanciato un nuovo portale: stopalconsumodisuolo.crowdmap.com. I cittadini possono inviare le loro segnalazioni sulle aree cementificate senza ritegno. In Italia si contano almeno 650 mila cittadini senza un reddito sufficiente a vivere e senza una casa, anziani e famiglie che avrebbero diritto a un alloggio di edilizia sociale, mentre le case e i palazzi edificati in mezzo al nulla restano vuoti, inaccessibili, abbandonati dopo la costruzione.

Appartamenti nuovi, spesso edificati in aree deserte, lontane da ogni servizio di pubblica utilità, che restano invenduti e diventano dopo pochi anni degradati e pericolosi. Negli ultimi cinque anni sono stati eseguiti per via della crisi economica e occupazionale ben 311mila sfratti. Le case vuote in Italia sono 2 milioni e 700 mila. Una situazione inaccettabile. Inoltre, 2milioni e 500mila edifici avrebbero bisogno di interventi di riqualificazione e messa in sicurezza, ma le normative rendono difficili e costosi gli interventi, uno dei motivi, oltre alla speculazione edilizia, per cui si preferisce costruire nuove case piuttosto che recuperare quelle esistenti. Le case italiane, inoltre, sono fredde d’inverno e calde d’estate e non c’è alcun segnale di volontà di intervenire da parte del Governo, per ridurre i consumi e obbligare i costruttori a edificare in modo più sostenibile, con materiali ecologici e a prova di terremoti.

In Italia il tasso di consumo di suolo ha raggiunto quota 7,3%, a fronte del 2,9% degli anni ’50. Complessivamente sono 22 mila i chilometri quadrati urbanizzati in tutta la penisola. La maglia nera va alle città di Napoli e Milano che sfiorano la percentuale del 60%. Male anche Pescara e Torino con oltre il 50%, e Monza, Bergamo, Brescia e Bari a quota 40%. Come ha sottolineato in una nota Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente:

Senza un serio impegno politico la situazione non cambierà. Servono subito provvedimenti specifici per frenare il consumo di suolo e per la riqualificazione del patrimonio edilizio con chiari obiettivi di efficienza energetica e sicurezza anti sismica. Non servono altre case di carta in periferia, insicure e invivibili, ma nuove politiche per ripensare periferie degradate e dismesse con procedure che permettano finalmente di avviare progetti innovativi.

14 maggio 2014
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I vostri commenti
ivano, giovedì 15 maggio 2014 alle16:22 ha scritto: rispondi »

E' da quando sono nato che soffro x queste cose; ma se qualcquno piu' in alto non vuole far rispettare il piano regolatore; cioe' distruggere tutte le abitazioni nei paesetti e, fare come in Germania, cioè costruire solo a ridosso delle citta piu grosse e, ripulire le campagne da costruzioni isolatee lasciando solo cascine permettendo cosi ai contadini di lavorare ed irrigare meglio il terreno con grossi macchinari, senza fare le gincane per schivare tra una casa e l'altra, ma la colpa e dei sindaci che ad ogni richiesta di ognuno dicono sempre di si, solo alla vista dei , aledetti soldi,

Giancarlo, giovedì 15 maggio 2014 alle10:16 ha scritto: rispondi »

Credo sia una bufala, un esercizio terroristico messo in piedi da evidenti interessi non convenzionali. 720 kmq di suolo equivalgono ad una città delle dimensioni di New York, un simile boom edilizio in soli tre anni, non me lo sarei aspettato. Chissà perché non me ne sono accorto, visto che sono architetto. Neppure una briciola di questa megalopoli costruita in tre anni mi è toccata. Un fiume di soldi investiti in edilizia eppure c'è recessione nel settore. A chi giova una tale affermazione? Insediamenti base per circa 9.000.000 (nove milioni) di abitanti, praticamente una nazione come la Grecia. Un vero boom economico.

Silvano Ghezzo, giovedì 15 maggio 2014 alle0:10 ha scritto: rispondi »

Italia, "Bel Paese" , ma troppo sovrappopolato, e più lo diventerà più aumenteranno i problemi geo-eco-socio-economici. Lo so, la verità è cruda, ma anche se la censuriamo, è come un pettine, prima o poi tutti i nodi ci arrivano, e allora saranno veramente dolori .

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