Il Consiglio dei Ministri, su input del Ministro dell’Ambiente Orlando e quello delle Politiche Agricole De Girolamo, ha dato il via libera definitivo al disegno di legge sul consumo di suolo. Con questo provvedimento, annunciato proprio da Orlando su Twitter in questo week-end, in Italia non si potranno più gettare colate di cemento in modo selvaggio, ma si potrà solo ristrutturare lì dove è già stato costruito.

L’emergenza idrogeologica del nostro Paese deriva anche e soprattutto dal fatto che per decenni si è costruito senza regole. Le autorizzazioni alle colate di cemento per realizzare complessi abitativi nel nulla o centri commerciali che assomigliavano a cattedrali nel deserto venivano date senza battere ciglio, e così oggi ci ritroviamo con sempre meno verde e sempre più disastri ambientali alla prima pioggia. Nell’ambito degli interventi per risolvere il dissesto idrogeologico il Consiglio dei Ministri ha così licenziato il testo, che ora verrà valutato dal Parlamento, per ridurre il consumo di suolo. I principi fondamentali sono stati spiegati direttamente dal Ministro dell’Ambiente:

si potrà costruire solo se si riutilizza e questo in un Paese in cui si è costruito a prescindere delle esigenze è un paletto importantissimo. Si tratta di sviluppare un ragionamento incentivando il riutilizzo del patrimonio edilizio civile e industriale.

Un primo passo era già stato fatto il mese scorso con la legge sugli stadi (modificata nelle ultime ore), in cui si vietava di costruire dove oggi non c’è nulla, ma concedeva la costruzione solo in aree dismesse o già edificate da ristrutturare. Adesso in sostanza si allarga questo divieto anche a costruzioni diverse da un impianto sportivo. Tra le altre novità c’è la ratifica di nuovi limiti per le cosiddette “superfici consumabili”, cioè il suolo che può essere riusato con fini di rigenerazione urbana, oppure il divieto di utilizzo di terreni che usufruiscono degli aiuti di Stato per attività diverse dalla coltivazione agricola.

Inoltre sono previsti anche incentivi al recupero del patrimonio rurale, dei complessi edilizi nei centri storici e per la messa in sicurezza delle aree esposte al rischio idrogeologico. Infine viene istituito un Comitato interministeriale che monitori il corretto utilizzo dei fondi e il consumo della superficie agricola.

Abbiamo definito un’ inversione di tendenza rispetto a una stagione nella quale molte delle contraddizioni si sono scaricate sul suolo, sul suo consumo e sul suo utilizzo indiscriminato. Credo che adesso si può anche guardare in modo diverso a un rapporto con i diversi decisori sul fronte urbanistico

ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando.

16 dicembre 2013
I vostri commenti
ubaldocestonaro, domenica 22 dicembre 2013 alle10:56 ha scritto: rispondi »

Era ora che qualche personaggio politico vedesse tutti gli orrori fatti dall'uomo in Italia ( politico o persona normale). Complimenti al ministro Orlando. Vada avanti deciso cosi. forse salviamo ancora qualcosa del nostro prezioso terreno agricolo.

Silvano Ghezzo, lunedì 16 dicembre 2013 alle21:36 ha scritto: rispondi »

Se la popolazione italiana cresce continuamente, dove pensano di portarla i ministri ? forse dentro mongolfiere? L'intenzione è buona, ma non risolutiva a lungo termine; lo spazio disponibile è limitato, fisso e non gomma americana. L'unica soluzione è rendere stabile il numero della popolazione residente, per non fare la fine del Bangladesh.

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