Cemento e asfalto se la passano benissimo in Italia, tanto che ogni giorno vengono coperti 100 ettari di terreno nel nostro Paese e nella sola Roma ne vengono impermeabilizzati 300 ettari l’anno. I dati sul consumo di suolo li ha forniti l’ISPRA, nel suo rapporto annuale sullo stato dell’ambiente, e raccontano una Italia tutt’altro che ben messa: a Milano e Napoli, ad esempio, più del 60% del territorio comunale è impermeabile.

Ma anche le coste sono prese d’assalto, visto che in sette anni (dal 2000 al 2007) il 37% dei litorali è stato modificato dall’uomo in maniera rilevante e, nello stesso periodo, sono state stabilizzate artificialmente 250 spiagge. Sempre in questi sette anni si sono persi 600 mila metri quadrati di spiaggia.

Non sta benissimo neanche l’aria che respiriamo, almeno quella delle città dove continua l’emergenza per PM10, PM2,5 ed ozono. Per il PM10 le fonti di emissione principali restano il settore civile e i trasporti. Sul fronte dei cambiamenti climatici, invece, il 2010 è stato il diciannovesimo anno consecutivo con clima anomalo e negli ultimi 14 anni i giorni estivi con temperatura massima maggiore di 25 gradi e notti tropicali sopra i 20 gradi sono stati sempre maggiori della media.

Sotto minaccia anche la biodiversità del nostro paese: il 50% dei vertebrati, il 15% delle piante superiori e il 40% di quelle inferiori sono a rischio a causa della trasformazione o distruzione degli habitat naturali, dei pesticidi, dell’inquinamento delle acque, del disboscamento e degli incendi. Ancora forti anche bracconaggio e pesca illegale, che impoveriscono ulteriormente campagna e mare.

Cresce anche la produzione dei rifiuti solidi urbani: nel 2010 è stata di 32,5 milioni di tonnellate in crescita dell’1,15% rispetto al 2009. L’ISPRA calcola una produzione pro capite di rifiuti pari a 536 kg per abitante, maggiore al centro Italia (613 kg). Tuttavia, nel 2010, sono aumentate le famiglie che dichiarano di fare la raccolta differenziata.

6 luglio 2012
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