Consegnate le firme per l’acqua pubblica

Un milione e 400 mila persone hanno chiesto di indire un referendum per affermare la natura di bene pubblico dell’acqua. Tante sono le firme consegnate oggi a Roma alla Corte di Cassazione dal comitato promotore della campagna per l’Acqua bene comune.

La prossima primavera, con ogni probabilità, si andrà dunque alle urne, considerata la soglia necessaria per l’ammissibilità del referendum di 500 mila firme, e i tempi necessari per la verifica e per l’organizzazione della consultazione.

Oggi in piazza Navona, a Roma, il comitato promotore ha tenuto una manifestazione per festeggiare il traguardo, che ha definito “da record”.

I tre quesiti referendari riguardano la gestione pubblico-privata della fornitura dell’acqua.

Il primo quesito, in particolare, chiede l’abrogazione di una legge del 2008, che stabilisce l’affidamento dei servizi idrici a soggetti privati o misti pubblico/privati (con il privato almeno al 40%, che arriva a 60 o 70% nel caso di società quotate in borsa) entro e non oltre il 2011.

20 luglio 2010
I vostri commenti
francesco, martedì 24 agosto 2010 alle10:34 ha scritto: rispondi »

Prova ad andare in francia e a chiedere una bottiglia d'acqua minerale. Vedrai, per la mia esperienza, che non la paghi meno di due euro, e che ti riconoscono come italiana, perchè da loro è ovvio o quasi bere l'acqua dal rubinetto (e in belgio le campagne per la gestione dell'acqua le ho incontrate quasi dieci anni fa nei bar) Poi, sempre da mia esperienza, prova a prendere con regolarità un treno locale in italia -uno dei settori di servizio pubblico privatizzati. Poi un giorno tagliano le corse per far spazio all'Alta Velocità, come è accaduto già a migliai a di pendolari. A quel punto all'improvviso ci vogliono due ore e mezza per un tragitto che ne richiederebbero una (storia vera), e quando si forma un comitato per difendere quello che crede il proprio diritto a dei servizi decenti, si sente rispondere che Trenitalia è privata e deve rispondere a logiche aziendali. Alla faccia del servizio pubblico e della concessione in monopolio o quasi. Penso che al contrario di quanto dici, quella dell'acqua sia una questione fondamentale, e lo sarà sempre più con il passare degli anni. E che persino in Italia, dove a volte tutto sembra essere normale e lasciato correre, si sia riusciti a sollevare una coscienza pubblica, che ha deciso di mettere limiti in anticipo alle speculazioni.

Monica, domenica 22 agosto 2010 alle15:06 ha scritto: rispondi »

Come al solito nel belpaese l'ignoranza fa da padrona. Ma quanto costa un referendum, per questioni così ininfluenti come la gestione dell'acqua? Qualcuno ha addirittura scomodato l'Onu, per parlare dei diritti umani! Come si fa ridicola l'umanità, a volte. Pensate che in Francia l'acqua pubblica non esiste praticamente più, ma nessuno è mai morto di sete, non ci credete? Oltre tutto i cittadini francesi hanno tutti, indistintamente, diritto, se a basso reddito, al reddito di solidarietà (un'atantum mensile) che offre lo stato, che unito alle varie allocazioni (dall'allocazione di locazione, scusate il gioco di parole, a quella di presenza parentale, a quelle familiari) consentono il rispetto della dignità umana e la tutela da condizioni di schiavitù travestita da lavoro, da infortuni e morti bianche etc... Altro che acqua pubblica! Scommetto che fareste cambio.. Allora, prima di aprire la bocca, assicuratevi che il cervello sia azionato. Ma..indovina? Adesso mi linciano.. Italia!

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