Coniglio simbolo di Pasqua: significato, tradizioni e origini

Dal classico uovo alla tradizionale colomba, sono moltissimi i simboli che caratterizzano la giornata di Pasqua. Una festività da trascorrere in compagnia degli affetti, sia per celebrare la rinascita della natura con l’arrivo della primavera che, per chi fosse religioso, ricordare la Resurrezione. Perché, tuttavia, fra questi simboli vi è anche il coniglio oppure la lepre, tanto che proprio in questi giorni i più piccoli ne ricevono degli esemplari fatti di cioccolato?

Sono molte le tradizioni legate al coniglio pasquale, tanto che rilevarne una sola origine non è affatto semplice. Di seguito, qualche informazione utile sulle teorie storiche più accreditate.

Tradizioni del Nord Europa

Coniglio di Pasqua

Sembra che la tradizione del coniglietto pasquale, associata sia ai riti religiosi del periodo che alle semplici festività connesse alla primavera, nasca dai Paesi del Nord Europa. Più che al coniglio, però, il riferimento è alla lepre: non solo uno degli animali più scaltri e resistenti durante i mesi freddi dell’anno, ma anche uno dei più attivi proprio con l’arrivo della bella stagione, fra i primi che si possono osservare sui prati fioriti.

Nell’era pre-cristiana, ad esempio, le popolazioni nordeuropee riconducevano all’animale il significato della fertilità e della rinascita: il coniglio, noto per la sua facilità di riproduzione, rappresentava alla perfezione il ritorno alla vita dopo il freddo e le tenebre dell’inverno. Il quadrupede, non a caso, è presente in molte usanze locali, antecedenti proprio alla diffusione del cristianesimo in Europa.

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L’associazione vera e propria con la Pasqua, tuttavia, pare sia avvenuta in Germania: tra Medioevo e Rinascimento, l’animale era infatti protagonista delle celebrazioni dei più piccoli. Secondo la tradizione, rimasta intatta fino ai giorni nostri in diverse località tedesche, la notte prima di Pasqua i bambini sono chiamati a preparare un comodo nido per il coniglietto, adagiando della paglia e lasciando qualche leccornia affinché l’animale possa rifocillarsi. Il quadrupede, in caso il bimbo si sia comportato bene nel corso dell’anno, lascia in dono delle uova colorate. Dalle ricostruzioni oggi disponibili, emerge come nel 1700 l’usanza sia stata trasferita dalla Germania agli Stati Uniti, per poi diffondersi velocemente nella gran parte delle nazioni di lingua inglese. Nello stesso periodo, inoltre, accanto alle uova sono cominciate ad apparire le prime preparazioni dolciarie, come torte e altri preparati al cacao dedicati al cosiddetto “Easter Bunny”.

Tradizione Cristiana

Coniglio di Pasqua

La figura del coniglio pasquale ha forti radici della tradizione popolare nordeuropea, così come già accennato, mentre non ha trovato grande riscontro in quella religiosa. In particolare nei Paesi a maggioranza cattolica, come l’Italia, dove l’animaletto è stato introdotto relativamente di recente, con l’apparizione sul mercato di dolci, cioccolatini e decorazioni a tema.

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Eppure l’animale non è affatto assente nella storia religiosa del Cristianesimo. Il riferimento più emblematico lo si trova in Sant’Ambrogio, il Patrono di Milano, il quale indicò nella lepre il simbolo della Resurrezione. L’esemplare è infatti in grado di cambiare il suo manto a seconda delle stagioni, nascendo quindi sempre a nuova vita. Proprio per questa peculiarità, è stato di conseguenza ricondotto alla figura di Cristo e alla sua vittoria contro la morte, con l’uscita dal sepolcro la domenica di Pasqua.

1 aprile 2018
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